L’Aquila, solo un pari a Rimini deve vincere

22 Maggio 2016

Il gol di Ligorio dopo 5’ rimontato dai romagnoli che ora sono favoriti

L’AQUILA. «Non bisogna pensare di dover per forza vincere al Fattori».

Così parlò Susini, team manager anticrisi dell’Aquila sull’orlo del precipizio. Ma adesso bisognerà farlo a Rimini. Per forza. Devono averlo preso proprio alla lettera, i calciatori rossoblù, questo messaggio dall’intento assai rassicurante lanciato alla vigilia del primo confronto col Rimini, che vale la permanenza in Lega Pro. Tanto è vero che L’Aquila segna dopo appena cinque minuti, con il difensore Ligorio, poi si fa rimontare. E a quel punto perde di vista la mission: vincere subito, vincere il prima possibile, portarsi avanti. Altro che partita di ritorno tra una settimana, che ci sarà tempo e modo per pensarci. E così, anche con una squadra avversaria tutta rintanata e piuttosto a corto sia di fiato sia di idee, i rossoblù ci provano poco e male, a vincere. Se il primo gol è di un difensore, e il pareggio è un’errata salita difensiva di un attaccante, ci si mette di mezzo anche un palo, di un altro difensore. E adesso non ci sono più scelte da fare: vinco oggi o vinco tra sette giorni. Va bene l’ottica dei 180’, ma al fischio finale, in un Fattori con meno posti vuoti del solito, dove si parte tutti speranzosi, resta un grosso amaro in bocca, quello di non averci provato fino in fondo. «La palla scotta», dirà Perrone a fine gara. Ma bisognerà in qualche modo raffreddarla entro sabato prossimo, quando si deciderà il destino dei rossoblù. Dentro o fuori.

Che la dirigenza le provi tutte (cambio di allenatore, con conseguente cambio di modulo, ritorni di fiamma, riunioni motivazionali, persino la ricerca dei favori celesti con la benedizione prepartita in mezzo al campo) è vero, per carità. La squadra ci prova un po’ meno. E, quando lo fa, risente delle scorie di un pregresso che è sempre lì dietro l’angolo. Difficile cancellare di botto il film di una stagione tormentata.

Eppure l’inizio sembra dei più promettenti. Senza Sandomenico, fatto fuori dalla squalifica e congedato dalla società a furor di popolo, le speranze dell’attacco sono tutte riposte su De Sousa e Perna. Eppure, il gol arriva da un difensore. Dopo appena 5 minuti di gioco, L’Aquila è già in vantaggio. Bensaja lancia in profondità Triarico che in area di rigore serve Ligorio che tira una prima volta e si vede respingere il tentativo, ma alla seconda non fallisce e porta avanti i suoi. Un minuto dopo, sullo stesso lato, sfuma un’azione-fotocopia. Ci prova Bensaja al 9’, con un tiro dalla distanza che va di poco fuori. La replica dei romagnoli è al 13’ con Di Molfetta che a un passo da Scotti spara alle stelle. Al 20’ Scotti si guadagna la giornata ribattendo di pugno una conclusione di Carcuro. L’Aquila, inspiegabilmente, offre il fianco agli avversari che al 26’ pareggiano. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, sale tutta la linea difensiva tranne l’ausiliario Perna che (fuorigioco sì, fuorigioco no?) vede spuntare Carcuro che infila Scotti: 1-1. Tutto da rifare.

Nella ripresa al 2’ Triarico imbecca Perna che non trova la porta. Al 20’ palo in mischia di Piva a un passo dalla porta. Andrea Mancini e Di Mercurio non cambiano il corso delle cose. Al 36’ ancora Piva al tiro, che sfila di lato. Andrea Mancini ci prova al 42’, ma il Rimini si salva ancora. Tutto qui. Per vincere, adesso, ci sono solo i 90 minuti di Rimini.

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