L’Aquila, sono Virdis e Sandomenico le chiavi della riscossa

17 Febbraio 2015

I rossoblù devono ritrovare certezze e solidità nelle retrovie Zavettieri: «Voglio una grande gara per la nostra città»

L’AQUILA. Secondo giorno di lavoro per L'Aquila in vista del derby di domenica contro il Teramo. Alla ripresa degli allenamenti, il tecnico Nunzio Zavettieri ha voluto dire la sua sul difficile momento della squadra dopo la sconfitta di San Marino: «Domenica dovremo fare una grande partita. Lo dobbiamo a noi stessi, ai tifosi, alla città. Il derby, però, non deve essere caricato a dismisura. I ragazzi devono lavorare sereni e determinati».

Cosa va. Se si esclude la partita di San Marino, la difesa e i soli diciannove gol incassati sono il miglior biglietto da visita della truppa di Zavettieri, terza miglior retroguardia del girone dietro Pisa e Reggiana (17 e 18). Numeri che testimoniano la solidità di un reparto difensivo composto dallo spessore fisico di due giganti come Carini e Maccarrone, dall’esperienza di capitan Pomante e dalla generosità ed eleganza di Zaffagnini. Se il pacchetto difensivo, specie con il rientro di Maccarrone tra i titolari, dovesse tornare quello dell’ultimo mese e mezzo, per i gemelli del gol teramani Donnarumma e Lapadula potrebbe non esserci vita facile al Fattori.

Cosa non va. La testa prima delle gambe. L’Aquila di San Marino ha preoccupato società e tifosi sopratutto per la mancanza di mordente per larghi tratti della partita. Un aspetto più preoccupante dell’evidente calo fisico accusato ad inizio secondo tempo. A questo va aggiunto l’involuzione del gioco, irriconoscibile rispetto a quello messo in mostra nel match contro l’Ascoli o ai tempi della striscia di cinque vittorie di fila nel periodo tra ottobre e novembre. In ultimo i nuovi arrivati. Se si esclude Djuric (out dopo Ascoli), i nuovi non stanno incidendo come ci si aspettava. Su tutti Virdis, smarrito dopo il gol all’Ascoli e quasi mai nel vivo della manovra.

Da dove si deve ripartire? Sicuramente questa settimana sarà fondamentale ritrovare un’identità smarrita sopratutto nella mente. Bisognerà ripartire dalle certezze maturate nei mesi scorsi. Tradotto: ritrovare l’assetto difensivo, scegliere gli esterni più in forma nel quartetto di centrocampo, trovare un punto fermo nel modulo 3-4-3 (esperimenti come il 3-4-1-2 o il 3-5-2 hanno solo aumentato la confusione) e Sandomenico in campo di nuovo dal primo minuto perché, numeri alla mano, in questa stagione è stato l’uomo in più dell’Aquila. Tra l’altro l’esterno campano è la bestia nera del Teramo e in un derby anche la “tradizione” può avere il suo peso.

L’uomo più in forma. Per fotografare la situazione basta pensare che il giocatore più brillante dell’ultima partita di San Marino è stato il battagliero Lorenzo Del Pinto. Autore di una prova di sostanza e sacrificio nonostante la febbre, il mediano rossoblù ha corretto in rete il pallone del momentaneo 2-2 e sfiorato addirittura la doppietta personale. Certo, guardando l’altra faccia della medaglia, dire che Del Pinto è il giocatore più in forma, significa anche ammettere il momento negativo dei “big”. I giocatori insomma che dovrebbero fare la differenza per qualità e peso specifico nella squadra. Stiamo parlando soprattutto di quelli più tecnici in rosa, Corapi e Pacilli oltre che degli esterni di centrocampo, fondamentali nel gioco di Zavettieri.

Giammarco Menga

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