L’Aquila spenta, l’Ancona gode

Serata negativa dei rossoblù che giocano una gara sotto ritmo. Decide Lombardi in avvio di ripresa
ANCONA. Ad Ancona arriva la seconda sconfitta consecutiva per L’Aquila, incapace di reagire al gol di Lombardi arrivato in apertura di ripresa. Dopo una prima frazione giocata a ritmi bassi da entrambe le squadre, nella ripresa i padroni di casa trovano il gol che non riesce a svegliare una squadra apparsa abulica e priva di mordente. All’Ancona basta e avanza il tiro da fuori area di Lombardi, mentre L’Aquila torna sulla terra dopo un avvio di campionato che aveva illuso i tifosi, anche ieri presenti in buon numero (150) al seguito dei propri beniamini. Una gara decisa dall’iniziativa di un singolo, ma che l’Ancona vince con merito. Perrone non riesce a dare la scossa ai suoi: il tecnico conferma il 4-3-3, ma cambia qualche uomo rispetto alla formazione che ha perso tra le mura amiche, seppur di misura, contro il Pontedera. In difesa, davanti a Zandrini, Maccarrone e Anderson vengono confermati al centro insieme a Bigoni a destra, mentre a sinistra c’è Piva al posto di Di Mercurio. A centrocampo recupera soltanto parzialmente Bensaja, che parte dalla panchina, al suo posto c’è Stivaletta insieme ai confermati De Francesco e Mancini. Tutto confermato in avanti, dove De Sousa agisce da punto di riferimento supportato da Ceccarelli e Sandomenico. Di fronte l’Ancona alterna un 4-2-3-1 ad uno speculare 4-3-3; sono i padroni di casa a fare la partita con L’Aquila che si difende e prova a ripartire in contropiede.
E’ in particolare lungo la catena di destra che L’Aquila soffre gli inserimenti dei dorici, con Maccarone costretto all’ammonizione già a metà di una prima frazione di gioco in cui Lori, estremo difensore locale, si sporca i guantoni soltanto due volte al 3’ e al 33’ per neutralizzare due conclusioni senza pretese prima di Ceccarelli e poi di Sandomenico. Decisamente più impegnato Zandrini, con l’Ancona che fa densità in area e costringe il numero uno ad intervenire più volte sia sugli sviluppi di angoli e punizioni (la più insidiosa quella di Mallus al 26’, calciata dalla distanza) che di tiri dalla distanza, che l’Ancona prova quando trova difficoltà a trovare varchi tra le strette maglie della difesa aquilana.
In fase offensiva L’Aquila non punge, nonostante Perrone decida di invertire la posizione dei due esterni con Sandomenico dirottato a destra e Ceccarelli a sinistra. Nella ripresa Cornacchini manda quasi subito in campo Sassano per Cazzola, ma la partita cambia al 10’, quando Lombardi (spostato a destra) riceve al limite dell’area da un compagno (sul quale non riesce a intervenire Maccarrone) e da fuori area sorprende Zandrini con un tiro di esterno destro che vale l’1-0. Perrone manda in campo Bensaja al posto di Stivaletta ridisegnando il centrocampo, poi prova a dare brio all’attacco richiamando Ceccarelli e gettando nella mischia Triarico, ma la musica non cambia, perché il ritmo dell’Aquila è troppo basso per impensierire un’Ancona tanto ordinata quanto pratica, che continua ad impensierire Zandrini dalla distanza. L’Aquila non reagisce e l’Ancona, nel finale, sfiora in un paio di circostanze il raddoppio, ma il gol di Lombardi basta e avanza contro un’Aquila troppo brutta per essere vera.
Giuseppe D’Amico

