L’Aquila spreca l’ennesima occasione
Rossoblù avanti con una punizione di Pacilli, pareggia Galli che offende i tifosi: espulso. Il Pontedera dei baby resiste in 10
L’AQUILA. «Perdita di entusiasmo». E di punti. Tra le risposte al questionario del Supporters Trust – il club di tifosi nato per controllare da vicino come viene gestito il calcio nel capoluogo – spunta anche questo tra i motivi indicati per analizzare le ragioni che scoraggiano una maggiore affluenza di pubblico sugli spalti del Fattori. Ma lo stesso concetto applicato ai tifosi si ritrova pure tra i calciatori, il tecnico e la dirigenza.
L’1-1 tra L’Aquila e Pontedera nel recupero della quarta di ritorno (l’altro il 25 marzo col Tuttocuoio), è figlio della vigilia più che burrascosa vissuta in casa rossoblù. Quattro giorni in cui si è visto di tutto. Dall’esonero virtuale di Zavettieri la sera stessa del 3-0 a Lucca fino alla chiamata di Corda (pure contattato da qualcuno che poi gli ha detto no, grazie, le faremo sapere...), passando per il silenzio stampa, seguito poi dalla sordina messa ad alcune figure di riferimento della società, come il dg Ugo Mastropietro, che hanno riempito vuoti lasciati liberi da altri dirigenti (troppo impegnati sul lavoro) e che si sono ritrovati messi ai margini. Infine, il ritorno sulla scena degli azionisti di maggioranza con un conclave solenne nello spogliatoio che ha riappiccicato i cocci – via gli attriti, e gli scontri, tra i calciatori, vecchi e nuovi, basta insubordinazioni nei confronti del tecnico, e si potrebbe continuare ancora – per iniziare «un nuovo campionato». Ma forse l’inizio è posticipato di qualche giorno.
Infatti la sfida col Pontedera dell’ex Libertazzi, infarcito di giovani e con tante assenze, regala più dubbi che certezze. La squadra non è ancora guarita dal male oscuro che l’attanaglia. Parte con una paura addosso che quasi spaventa i coraggiosi tifosi che affrontano il rischio pioggia nel turno di recupero infrasettimanale. Ricomincia il secondo tempo con un po’ di voglia in più. Fa gol con una punizione-capolavoro del redivivo Pacilli ma è un vantaggio che dura appena 10’. Galli, da buoni 25 metri, sorprende Zandrini un po’ fuori posizione e poi passa agli annali per le offese ai tifosi della tribuna e il conseguente cartellino rosso. Neanche in superiorità numerica la squadra assume il controllo delle operazioni contro un manipolo di giovani ben organizzati che, dirà Zavettieri, difendono in otto e ripartono veloci. Calciatori-simbolo (Corapi e Sandomenico su tutti) appaiono ormai l’ombra di se stessi. Gli acquisti di gennaio, esaltati dai dirigenti fino a farli parlare di serie B e di squadra più forte del campionato, relegati tra panchina e tribuna. Ripensamenti tattici e ripescaggi in extremis di elementi invisi alla piazza (Perna ieri, Pozzebon oggi) per cercare di salvare il salvabile. Insomma, tutt’altro che risolto. Tutt’altro che nuovo campionato. Così, pure la fortuna si copre gli occhi quando Perna, a portiere battuto, stampa il pallone sul palo. Un pasticcio difensivo nel finale tra Pomante e Zandrini potrebbe costare caro. E i sei minuti di recupero scorrono a vuoto. Hanno ragione quelli del Trust: va trovata una soluzione alla «perdita di entusiasmo».
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