L’Aquila, un pari che basta Vince i play off e ora spera

20 Maggio 2024

Samb in vantaggio con Tomassini, poi l’autorete di Sirri e i supplementari

L’AQUILA. Un autogol di Sirri su traversone di Angiulli al 91’ e L’Aquila si aggiudica i play off di serie D.
O meglio, allunga la contesa fino ai tempi supplementari, dopo che in apertura di ripresa era stato Tomassini a illudere i marchigiani di poter ottenere il massimo da questa stagione. Extra time dove però non succede più nulla se non sul piano disciplinare, con le espulsioni di Scimia e del tecnico Cappellacci, in realtà intento a far da paciere dopo l’accenno di rissa scoppiato a seguito del fallaccio dello stesso Scimia su Mandrelli, e poi però invitato ad abbandonare il rettangolo di gioco dal direttore di gara.
Al triplice fischio è quindi festa grande per gli oltre 2.600 sostenitori aquilani, accorsi ancora una volta in massa allo stadio per il gran finale di stagione. Delusione, invece, per i 600 sostenitori della squadra ospite, dopo un campionato al di sotto delle aspettative e usciti beffati per la seconda volta al Gran Sasso d’Italia da un’autorete.
L’Aquila recupera in extremis Giuliodori e Banegas, entrambi schierati dal primo minuto, e si affida al solito 3-4-3. Mancinelli opta, invece, per il più classico dei 4-4-2 affidandosi alla coppia d’attacco Tomassini-Battista supportata dalle scorribande di Senigagliesi e Lonardo sugli esterni.
Primo tempo degno di una finale, con pochissime emozioni, quasi tutte di marca ospite, tra cui un’incursione di Battista lanciato in campo aperto al minuto 40, sul quale però Michielin sceglie bene il tempo e gli sbarra la strada in scivolata fuori dalla propria area di rigore. L’unico acuto aquilano della prima frazione capita invece a Banegas al minuto 35, con l’argentino che dimostra, però, di non avere nel gioco aereo l’istinto killer di quando calcia col mancino, e il pallone termina al lato.
La ripresa si apre, poi, con il forfait di Giuliodori, che infatti lascia il posto a Del Moro dopo sette minuti. Ne passano altri tre e la gara si accende: Lonardo scappa sull’out di sinistra e scodella al centro dove Tomassini è così puntuale da appoggiare in rete con il petto il pallone del vantaggio Samb. Poi una lunga sequela di sostituzioni da una parte e dell’altra, con Cappellacci che getta nella mischia Angiulli e Mandrelli per Mantini e Bellardinelli e il tecnico marchigiano che si affida invece a Martiniello e al già ammonito dalla panchina, Cardoni. La partita sembra così assopirsi, con L’Aquila orfana del miglior Banegas e la Samb in controllo del risultato. Samb che, al minuto 88, avrebbe anche l’occasione di chiudere i giochi, con Bontà che lancia Tomassini sulla destra, e il traversone di quest’ultimo che trova Martiniello in ottima posizione, la cui conclusione termina però alta. Martiniello, allora, ci riprova due minuti dopo dal vertice sinistro dell’area aquilana, finta a rientrare su Mandrelli e conclusione debole di destro su cui Michielin non ha alcuna difficoltà. Subito dopo tocca quindi a Barberini, con un tiro che sfila di poco a lato. Al primo di recupero ci riprova per la seconda volta Banegas, ancora di testa, con identico risultato: palla fuori. L’Aquila non riesce a pungere, con Banegas che sembra risentire oltremisura degli acciacchi fisici. E allora ci pensa Sirri a metterci una pezza (per L’Aquila) su un beffardo cross di Angiulli dalla sinistra al minuto 92, di quelli che tagliano l’area di rigore coi difensori a dover valutare in una frazione di secondo se metterci il piede o correre il rischio di lasciar sfilare il pallone. Così, è proprio il numero 23 a combinare la frittata con la peggiore delle deviazioni. Un solo istante dopo il pallone si materializza in fondo al sacco e Sirri è a terra con le mani a coprirsi il volto. In sottofondo il Gran Sasso è una bolgia. È 1-1: servono i tempi supplementari, come col Roma City. E come già successo in semifinale, anche stavolta il risultato non cambia, nonostante le uniche due occasioni del secondo extra time capitino prima sui piedi di Martiniello (palla alta) e poi su quelli di Jonatan Alessandro, nel frattempo subentrato a Costa Ferreira, con l’argentino che, però, arriva con un pizzico di ritardo sul cross di Di Santo. Al triplice fischio sono quindi gli aquilani a festeggiare una finale play off arrivata anch’essa di corto muso, forse cortissimo, ma sempre a base di emozioni forti. Rossoblù che rompono così le righe mandando in archivio una stagione chiusa a due punti dalla serie C e poi coronata dalla vittoria degli spareggi. Più di così, forse, non si poteva fare. Adesso tutti a incrociare le dita per un ripescaggio che, a questo punto, dipenderà solo dagli altri.
Tommaso De Benedictis