L’Aquila, una vittoria tra i rimpianti

I rossoblù schiantano l’Albalonga e tornano in zona play off nella gara a porte chiuse. Formazione-baby con otto under
L’AQUILA. Illusione, illusione, è solo un’illusione, cantano gli Imagination. Gli altoparlanti dello stadio Gran Sasso sparano a palla questo brano scelto dallo speaker di Radio L’Aquila 1 Claudio Alfonsetti per svegliare la settantina di spettatori (ma non doveva essere a porte chiuse?) di una gara vittoriosa, sì. Ma che serve, più che altro, a far rodere ancora di più il fegato ai tifosi. Per quello che poteva essere e non è stato. Scelta casuale o meno, il brano sembra mettere le ali alla banda di Battistini. O meglio di Battistini e di Greco, visto che, tra ammutinati e altre defezioni debitamente certificate, mettere insieme undici persone per fare una figura dignitosa è una fatica non da poco. C’è tanta Juniores in campo contro l’Albalonga, quella Juniores fresca di vittoria del campionato e di passaggio alle fasi nazionali. Sei Under in campo dall’inizio, che al 90’ diventeranno otto. Ecco perché tra Battistini e Greco c’è un filo diretto panchina-tribuna che diventa di dominio pubblico, nel silenzio di uno stadio vietato ai tifosi. E vigilato dagli ispettori della Lega dilettanti e dalla Procura federale. Sapere, in giro per l’Italia, che c’è una squadra in smobilitazione scatena, forse ha già scatenato, i soliti appetiti già ben noti da queste parti. Ma su questo fronte abbiamo già dato, grazie. Per ora parla il campo, che premia gli sforzi di Battistini di tenere insieme i cocci di un vaso rotto in mille pezzi. Il tecnico chiede ai suoi di giocare la palla e non gettarla mai. Gli daranno ragione. Nella centrifuga della formazione iniziale, la maglia 9 finisce sulle spalle del 19enne Sieno, che comunque fa il suo. Bene anche Salvetti, che si mette in evidenza con un intervento importante nel finale. Peccato per l’infortunio di Pepe che potrebbe star fuori un paio di settimane. Al centro dell’attacco va Minincleri.
Del resto, Morgia lo aveva detto tante volte: «I ragazzi si emozionano, non reggono la pressione». Stavolta di pressione c’è solo quella dei compagni di squadra (su tutti il vocione di Nohman che incita i suoi dalla tribuna). Ne viene fuori una gara sbarazzina, che L’Aquila interpreta bene, fa sua con merito pagando nel finale un calo attribuibile alla concentrazione. Una gara impreziosita da alcune perle, come il gol di Valenti da cineteca. Ma anche la partita del riscatto di Minincleri, dato per partente e invece rimasto al suo posto. E il gol del difensore Pupeschi. A testimonianza del fatto che, persa mezza rosa e il suo sciamano Morgia, con una società alle corde, una piazza esasperata e una stagione gettata via con precise responsabilità, L’Aquila di oggi è una sorta di cooperativa dove si cerca di chiudere l’anno senza altri guai.
Nessuna traccia del patron Chiodi, che si fa rappresentare dai direttori Aureli e Ranucci. Il primo tempo dell’Aquila è generoso e propositivo. Gli attacchi rossoblù si muovono essenzialmente sull’asse Diktevicius-Valenti. Quest’ultimo fa girare la testa ai suoi dirimpettai e prova anche la conclusione a rete. Ci provano anche Sieno e Ranelli. La pressione premia L’Aquila soltanto al 40’. Una punizione di Minincleri gonfia la rete e mette la gara in discesa.
Il secondo tempo – fuori Pepe, dentro Esposito (classe 99, già lo segue il Frosinone) – si apre col gol di Pupeschi su angolo di Valenti. Il sigillo di Valenti, al 23’, è da applausi: il pallone gira e s’infila al sette. L’Albalonga prova a rialzarsi. Gurma di testa raccoglie un pallone respinto dalla traversa e insacca (e il fuorigioco?). Ancora una traversa ospite, un paratone di Salvetti e poi basta. Uno spettacolo per pochi. E che, forse, servirà a poco.
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