L’Aran Panthers ko anche in gara 2: addio finale promozione

ROSETO. È finita la stagione sportiva dell’Aran Panthers Roseto che ieri sera ha perso in casa contro l’Alpo di Villafranca di Verona per 62-68 che accede alla finale. Solo applausi per le pantere...
ROSETO. È finita la stagione sportiva dell’Aran Panthers Roseto che ieri sera ha perso in casa contro l’Alpo di Villafranca di Verona per 62-68 che accede alla finale. Solo applausi per le pantere al PalaMaggetti dove oltre 400 appassionati hanno popolato le tribune per spingere all’impresa le proprie beniamine, reduci dalla sconfitta in gara 1 in terra veneta di pochi giorni fa. Il match è vissuto sul grande equilibrio con le padrone di casa ad andare avanti di 10 punti (44-34 al 24’) in un clima di grande fiducia. Da quel momento però Roseto si sfalda progressivamente in attacco arrivando nel terzo quarto a subire un parziale sfavorevole di 8-19 nel solo terzo quarto: indigesta la zona 1-3-1 delle venete che toglie certezze ad un attacco che perde convinzione sbagliando canestri facili e soprattutto concedendo troppo a rimbalzo (38-49 i numeri inappellabili di fine partita). Si chiude così in chiaroscuro tra primo posto in classifica, cambio di allenatore e tanti infortuni, in primis quello di Botteghi che non è più rientrata. Il presidente Pigliacampo a fine gara ha fatto il punto: «Vedo il bicchiere mezzo pieno. La nostra annata è positiva, le ragazze ci hanno provato fino alla fine contro un team cui vanno i complimenti, che porta avanti un progetto valido da diverso tempo. Potevamo fare meglio, ma siamo felici lo stesso di essere arrivati in semifinale. È chiaro che potremmo cercare difetti e fare critiche, ma per me questo è solo il momento di un bilancio che è sicuramente positivo, se ripenso alla scorsa stagione in A2, che finì con una retrocessione. Sono contento ma ammetto ci sia un pizzico di amaro in bocca». Tante presenze al PalaMaggetti fanno ben sperare per il futuro: «Un grande orgoglio per noi, arrivato di mercoledì sera in contemporanea con le finali di Coppa Italia».
Marco Rapone

