L’arbitro pescarese Catani sbarca in serie A

Basket, il fischietto abruzzese promosso nel massimo campionato: «Il coronamento di un sogno»
PESCARA . La bella notizia è di qualche giorno fa, ed i primi a saperlo sono stati i suoi genitori, Antonio ed Esilde. Visibilmente commossi ed immortalati in un video postato sul proprio profilo social da Marco Catani, arbitro abruzzese di basket promosso, proprio di recente, in serie A. Nato a Chieti il 6 marzo 1989 ma residente a Pescara, Catani sarà dunque il secondo fischietto della nostra regione a dirigere nella massima serie cestistica nazionale, andando di fatto ad affiancare il collega teramano Federico Di Francesco, in A dal 2012. «Emozione grandissima, ma anche il coronamento di anni di duro lavoro e sacrifici, evidentemente ripagati nel migliore dei modi», queste le prime impressioni del "neopromosso" fischietto pescarese, che da ragazzo, al pari di tanti suoi colleghi, si cimentava come giocatore. «Con l'Asd Chieti Basket», conferma, «ho militato fino a 19 anni, anche se la mia attività arbitrale è iniziata all'età di 14 anni, per cui ho svolto entrambi i ruoli, prima di decidere di dedicarmi completamente all'attività arbitrale».
Catani deve questa passione soprattutto a suo zio, mentre i genitori, così come Giulia, la sua ragazza, ne hanno seguito l'ascesa, facendo un gran tifo per lui. «E di questo non smetterò mai di ringraziarli, avendomi sempre sostenuto ed incoraggiato». Un'ascesa graduale ma inarrestabile, la sua: arbitro nazionale nel 2010, a 21 anni approda in serie C1 per poi compiere, un triennio dopo, il salto in serie B. Altri due anni ed ecco, nel 2015, l'approdo in A2 seguito da quello, più recente, in serie A.
Undici anni caratterizzati da tantissime gare, alcune delle quali da circoletto rosso. A cominciare dalla finale della coppa Italia di serie A2, che quest'anno ha visto di fronte, a Cervia, Napoli e Udine. Le stesse squadre da lui curiosamente arbitrate in occasione della finale play off (gara tre), sempre in A2, ma in campionato. «Nonostante le difficoltà legate al Covid», spiega in conclusione Catani, che nella vita di tutti i giorni svolge la professione di fisioterapista, «che ha di fatto condizionato le ultime due stagioni, sono riuscito ad avere un buon rendimento, e questo mi ha permesso di centrare un obiettivo che non considero un punto d'arrivo, ma di partenza».
Stefano De Cristofaro

