L’ascesa di Fontecchio: «Studio da grande imparando dai big»

26 Febbraio 2017

L’ala si sta affermando nella capolista EA7 Milano: «All’inizio ho sofferto, ora sto trovando più spazio»

PESCARA. «È stata la gioia più grande della mia carriera. Almeno fin qui». Non usa giri di parole Simone Fontecchio per descrivere l'emozionante fine settimana che ha consegnato alla sua Olimpia Milano la Coppa Italia di basket. Tre partite, una dietro l'altra, la lotta, l'adrenalina e la felicità. Tutto in soli quattro giorni. Forse i più intensi per il ragazzo partito da Francavilla e arrivato a soli ventuno anni nel club più forte a livello nazionale.

La corsa verso il trionfo. «Quella di Rimini è stata un'esperienza nuova per me, dalle sensazioni forti ed estremamente positiva. Il successo è arrivato dopo tre partite tiratissime, vinte sulla sirena - contro Brindisi, ndc - in rimonta con Reggio Emilia e giocando punto a punto la finale con Sassari». Tutto secondo pronostico direbbero gli addetti ai lavori: ha vinto la squadra più forte. «È vero, ha vinto la più forte, ma non è stato per niente semplice. In una competizione così corta, con le partite secche, i valori si assottigliano e il margine di errore si abbassa. Poi, una cosa che ho notato rispetto agli anni trascorsi a Bologna, è che chiunque giochi contro Milano dà l'anima per riuscire a far bella figura. E per noi tutto si complica».

L’ascesa dopo un avvio difficoltoso. L’inizio di stagione non è stato facile, poi le cose per Simone Fontecchio sono cambiate. Il minutaggio è aumentato, le prestazioni sono cresciute e lui piano piano ha iniziato a ritagliarsi il suo spazio. «Se facciamo un discorso legato alla Coppa diciamo che io il mio sono riuscito a darlo solo nella partita contro Brindisi perché per il resto ho giocato poco. Ma sono contento così. Allargando gli orizzonti l'analisi diventa più complessa: quando in estate ho scelto di lasciare Bologna sapevo che sarebbe stata dura, ma sapevo allo stesso tempo che questa era la strada per provare a fare il salto di qualità».

E com'è stato l'impatto con la nuova realtà? «All'inizio non facile, anche perché fin quando non tocchi con mano non ti riesci a rendere conto. Mi allenavo, il campo non lo vedevo mai. E anche in allenamento c'era sempre competizione tra noi giocatori per ritagliarsi uno spazio alla domenica». Un impatto complicato si direbbe. E poi? «Piano piano le cose sono migliorate. Con tutta onestà devo dire che anche l'infortunio di qualche mio compagno ha contribuito ad aprirmi qualche spiraglio. Tra novembre e dicembre ho disputato due buone partite contro Pistoia e Capo d'Orlando e da lì in poi le cose hanno preso una piega diversa».

La spinta della famiglia. Nonostante un inizio in salita, Simone Fontecchio non si è perso d'animo, aiutato anche da chi lo conosce da sempre. «Mio fratello Luca, anche lui cestista a Forlì, mi è stato vicino in quei mesi, dandomi consigli, supportandomi e sopportandomi. Siamo molto legati, ci sentiamo due, anche tre volte al giorno». E poi i genitori, Amalia e Daniele. Per Fontecchio più che un pensiero la famiglia rappresenta un vero e proprio valore. Che lui tende a sottolineare: «Siamo uniti, sono un punto di riferimento. Mia madre insieme ad alcuni parenti era presente anche Rimini. Sono contento che abbia potuto vedermi alzare la coppa, peccato che il tempo per festeggiare sia stato poco».

I progetti. Classifica alla mano, l'occasione sembra solo rimandata. L'EA7 è al comando del massimo campionato italiano e per la concorrenza l'idea di insidiare la leadership è sempre più lontana. «Noi non ci siamo mai nascosti: vincere lo scudetto è l'obiettivo principale della stagione. I sei punti di margine su Avellino rappresentano un bel bottino, ma non una garanzia. Anche perchè, così come in Coppa Italia, nei play off scudetto le carte vengono rimescolate e per confermarci campioni non basta chiudere al primo posto la regalar season». Sembra avere le idee chiare il ragazzo partito da Francavilla, quello che qualche anno fa parlava del sogno americano e che da poco si è affacciato nel basket dei grandissimi. «L'Nba? Meglio pensare a qualcosa di più realistico. Voglio vincere con Milano in Italia e migliorare il rendimento in Europa, dove quest'anno ci è mancata continuità. Il resto, se verrà, sarà solo una conseguenza». Stasera alle 20,45 l’Olimpia di Fontecchio affronta Caserta fuori casa.

Adriano De Stephanis

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