L’Atalanta ribalta la Lazio e manda la Juve a più 4

25 Giugno 2020

I biancocelesti vanno avanti di due reti nella prima mezzora, poi crollano Vince l’attacco più prolifico della A nella sfida contro la difesa di ferro di Inzaghi

BERGAMO. Tra il miglior attacco (77 gol dopo la 27ª giornata) e la miglior difesa vince il primo (3-2), alla distanza, ribaltando uno score che dopo soli 11' nel primo tempo sembrava compromesso. Tra Atalanta e Lazio ha prevalso, con la solita concessione allo spettacolo e alla suspense, la squadra di Bergamo, che corrobora il quarto posto a quota 54 sulle ali della quinta vittoria consecutiva. Con Ilicic a mezzo servizio e il duo di squalificati Pasalic-Gasperini da una parte, più il quartetto di assenti Luis Felipe-Leiva-Lulic-Marusic dall'altra, l'incrocio pericoloso sulla duplice via Champions-scudetto prende la strada delle Orobie punendo la condizione non ottimale degli avversari. Che pure per mezzora avevano dato dimostrazione di grande calcio. A sbloccare il risultato è subito De Roon, che infila la propria porta da centravanti al rovescio sul ribaltamento di fronte di Correa per Lazzari che centra dall'out trovando la deviazione del nerazzurro. Palomino nell'occasione esce troppo alto su Immobile, mentre il successivo patatrac lo combina Toloi, bravo sì a recuperare sul centravanti ospite nell'asse con Correa (11') ma anche ingenuo nello sfornare l'assist per il magnifico destro a giro da fuori a scendere di Milinkovic-Savic. L'undici di Inzaghi è quadrato e taglia i rifornimenti alle due false ali Malinovskyi e Gomez, proponendo ripartenze secche e combinazioni rapide.
I bergamaschi sono discontinui. Milinkovic-Savic innesca Lazzari che chiama Immobile (28') al rigore in movimento, sventato dalla mira imprecisa. A riaprire la gara è il classico gioco alla Gasp da quinto a quinto: Zapata a sette dall'intervallo scarica dal lato corto dell'area per il traversone di Hateboer, pennellato per la schiacciata di testa di Gosens, terzino d'ala all'ottavo centro in campionato. Chiuso il primo tempo con la conclusione debole ancora di Correa (42'), il destro largo del Papu (43') e il rasoterra ancora del tedesco su sfondamento del suo centrattacco (45'), bloccato a terra da Strakosha. Toloi è passato da un bel po’ al centrosinistra della difesa con virata di Djimsiti dall'altro lato e la ripresa si apre con due chance locali al 4' 5' Malinovskyi si vede deviare sopra la traversa dal muro laziale la botta al volo su suggerimento di Gomez, quindi Djimsiti manda fuori di destro girandosi sullo scarico di Zapata. I romani perdono troppi palloni in uscita e il doppio cambio tra 10' e 15' Caicedo-Parolo per Correa-Cataldi ridà un po’ di fiato, ma l'Aquila vola davvero bassa e al decimo tiro dalla bandierina l'Atalanta pareggia: la palla in uscita viene catturata da De Roon per il siluro mancino di Malinovskyi sotto l'incrocio di competenza di Strakosha. È il 21', in capo a tre minuti il Gasp dalla tribuna ordina Castagne e Muriel per Gosens e Zapata. Dalla girandola di sostituzioni entro dieci minuti entra tra gli altri Ilicic per Malinovskyi e al 34' serve subito Muriel in piena area: Acerbi salva in corner, ma sugli sviluppi della battuta di Gomez da destra Palomino (35') di testa completa la rimonta. Bastos e Strakosha vanno a vuoto, al novantesimo Gomez sfida ancora Strakosha che gli para il sinistro su apertura di Muriel. Cade l’imbattibilità della Lazio, ora a quattro punti dalla capolista Juventus. Che ora ha anche la difesa meno battuta della serie A (24 gol). L’Atalanta ora, invece, è a -4 dal terzo posto occupato dall’Inter. «Siamo contenti, grande prestazione della squadra», ha detto Luca Percassi amministratore delegato dell’Atalanta.
Roberto Di Candio