L’atleta di Seconda «Pugno all’arbitro? Falsità sul referto»

10 Febbraio 2016

Alessandro Diamanti non ci sta. A pochi giorni dal duro provvedimento emesso nei suoi confronti dal Giudice sportivo regionale della Figc Abruzzo, il calciatore della Gladius Pescara 2010, in...

Alessandro Diamanti non ci sta. A pochi giorni dal duro provvedimento emesso nei suoi confronti dal Giudice sportivo regionale della Figc Abruzzo, il calciatore della Gladius Pescara 2010, in Seconda categoria girone C, squalificato sino al 30 giugno 2020 - in pratica circa 4 anni e mezzo - per aver colpito con un pugno alla nuca l’arbitro, ha deciso di passare al contrattacco. Offrendo innanzitutto la propria versione circa i fatti che gli vengono contestati. «Purtroppo», spiega il diretto interessato, «mi sono ritrovato, mio malgrado, protagonista di una grave vicenda della quale non ho alcuna responsabilità. Il tutto a seguito delle falsità riportate nel proprio referto dal direttore di gara, che mi attribuisce un’azione mai avvenuta e altamente lesiva della mia reputazione. Mi preme dirlo, anche a tutela dei miei famigliari, che stanno vivendo la cosa con grande apprensione. Non ho assolutamente tirato alcun pugno all’arbitro nè, tantomeno, gli ho rivolto gesti violenti e ci sono numerosi testimoni in grado di provarlo. Non so per quali motivi abbia riferito tali falsità nei miei confronti, ma di sicuro», conclude il giocatore Alessandro Diamanti, «in aggiunta al ricorso (per quel che riguarda la giustizia sportiva, ndc) contro la pesante squalifica, sto valutando, assieme al mio avvocato, le opportune azioni legali volte a tutelare il mio buon nome». (s.d.c.)