L’attacco va a singhiozzo: Zeman cerca il suo bomber

Biancazzurri a secco di gol nelle ultime 2 partite, al boemo manca lo stoccatore Tommasini è indietro, Vergani è sparito dai radar. E le altre soluzioni fanno fatica
PESCARA . Cercasi bomber disperatamente. Il Pescara non segna da due partite. Si è accesa la spia rossa sul cruscotto del bolide di Zeman, e l'allenatore adesso ha bisogno di rientrare ai box per capire cosa non stia funzionando. Perché non sono tanto le due partite a secco il problema principale della sua squadra in questo momento, quanto l’assenza – ad oggi – di un punto di riferimento al centro del tridente. Questo alle squadre del boemo è accaduto davvero raramente.
Ve lo immaginate il suo primo Pescara senza un cecchino come Ciro Immobile al centro dell’attacco? Impensabile. Ma lo sarebbe stato anche senza esterni da doppia cifra, senza tornare a scomodare gli immortali Insigne e Sansovini. Ecco perché oggi la ricerca del leader offensivo di questa squadra diventa un’urgenza, se si vuole davvero competere per la B. Per cinque volte nelle prime otto giornate, il trio titolare è stato composto da Merola, Cuppone e Accornero. Nelle restanti tre partite, una volta è cambiato l’esterno di destra (Masala) e due volte quello di sinistra (Cangiano). Ma al centro, la punta di riferimento è sempre stata Cuppone. La sua inamovibilità è sicuramente frutto di atteggiamento, caratteristiche fisiche e tattiche. Ma quel posto da intoccabile è nato in estate anche per disgrazie altrui.
La maglia da titolare sembrava destinata a Tommasini o a Vergani, andati ko durante il precampionato. Così è stato l’ex Cittadella a prendersela. Il reparto offensivo di Zeman, passato ai raggi x, fa emergere chiaramente il problema (nonostante siano stati segnati 14 gol in 8 partite). Cangiano, fermo a quota 2, reti contro Arezzo e Spal, è il migliore del reparto: segna un gol ogni 174’ minuti giocati.
Cuppone non ingrana. Poi c’è Cuppone, appunto, anche lui fermo a quota 2 da settimane, ma con una media gol di uno ogni 286’. Il salentino è rimasto inchiodato alla doppietta contro la Juventus U23 del 2 settembre, poi è iniziato un digiuno che dura da un mese e mezzo ormai (in mezzo un rigore sbagliato, contro il Sestri). Anche Accornero è ancora fermo al gol realizzato al debutto contro la Juventus dopo 412’ di campionato.
Merola al buio. Il baby del Genoa è comunque più prolifico di Davide Merola, un mese fa a segno contro l’Arezzo, finora la sua unica prodezza in 650’ giocati. La crisi dell’ex Empoli – sul quale la società ha investito tanto in estate – è quella più eclatante: il pupillo del boemo (da tre stagioni alle sue dipendenze) ha avuto sui piedi tante occasioni finora, ma invece di esaltarlo hanno finito per evidenziare la sua scarsa vena di bomber.
Le alternative. Tommasini è ancora in fase di rodaggio: 73’ di campionato, senza segnare e senza aver mai giocato una partita da titolare (un gol in Coppa entrando dalla panchina), lui che in estate era stato il colpo di mercato per rinforzare il tridente. Gli infortuni sono ormai alle spalle, e anche dall’attaccante acquistato dal Pisa ci si aspetta qualcosa in più.
L’oggetto misterioso. E Vergani? Per lui solo 28’ divisi in due apparizioni, nessun gol e soprattutto la sensazione di essere ancora un oggetto misterioso, un po’ avulso dal contesto Pescara di oggi. Mesi fa la società e il suo manager hanno fatto a gara per spegnere sul nascere notizie di mercato sul suo conto, parlando di fiducia totale e di grandi aspettative per la seconda stagione in biancazzurro. Poco più di un’ora in campo per Masala, frammentata in cinque brevi apparizioni (una da titolare a Carrara contro il Sestri Levante). Troppo poco per incidere. Per tutti gli attaccanti biancazzurri inizia il momento della verità, con gli scontri diretti contro Torres e Cesena che si avvicinano. Se nelle prossime settimane la situazione realizzativa non dovesse migliorare, sicuramente la società aprirebbe le grandi manovre in vista della riapertura del mercato, a gennaio, per ridisegnare il reparto con (almeno) una partenza e un nuovo arrivo.
Orlando D’Angelo
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