L’attacco è la certezza da cui ripartire

Cocco e Valoti non ingranano: Benali, Caprari e Lapadula lì davanti hanno una marcia in più da sfruttare nella lotta per la A
PESCARA. Con il Pescara non ci si annoia mai, questo è poco ma sicuro. Una certezza maturata nelle prime 12 partite del campionato di serie B.
Solo in un’occasione i biancazzurri hanno fatto 0-0, a Bari, e tutti la ricordano come una partita ricca di emozioni e di occasioni da rete. E solo in tre gare la squadra di Oddo non ha segnato: alla già citata trasferta di Bari si aggiungono quelle di Livorno (al debutto) e di Novara. E’ una squadra che ha predisposizione al gioco, una vocazione offensiva che riflette il lavoro del tecnico, sicuramente apprezzabile. Appena una settimana fa il Pescara era in rampa di lancio, poi le due sconfitte consecutive che gli hanno fatto perdere qualche certezza. L’hanno un po’ ridimensionato, più che altro per le amnesie difensive e un certo smarrimento sul piano della gestione della gara.
La certezza riguarda il reparto avanzato (16 gol in 12 gare), malgrado il colpo dell’estate, Andrea Cocco, sia ancora fermo a quota zero nella classifica dei cannonieri. E abbia ampiamente deluso finora. Avrà tempo per rifarsi, per carità. Ma ora le certezze sono Gianluca Lapadula, Gianluca Caprari e Ahmad Benali. I tre della “banda bassotti” si intendono a meraviglia: si cercano e si trovano. Palla a terra in velocità non temono rivali in serie B. Hanno qualità da vendere. Eppure, a Novara il terzetto è andato in frantumi per la presenza di Cocco in attacco e sabato, nella gara persa in casa contro la Ternana, il terzetto è stato smontato (Benali mezzala) a beneficio dell’inserimento di Mattia Valoti (trequartista insieme a Caprari dietro Lapadula) che risulta essere ancora un corpo avulso alla squadra. Anche lui avrà tempo per rifarsi, per carità. Ma Benali e Caprari alle spalle di Lapadula è un trio che rappresenta una certezza per Oddo. Ecco, perché, ad oggi, il Pescara non può prescindere da quei tre. Lapadula, a quota sei gol, anche quando non segna è pericoloso; Caprari è una scomessa che Oddo sta vincendo: è maturato, è più continuo, rispetto al passato, nell’arco della partita e vede maggiormente la porta (quattro gol); e poi c’è Benali, eclettico, rapido e tatticamente intelligente. A Pescara sta confermando quanto di buono ha fatto già vedere nella passata stagione a Brescia. Ha numeri e qualità atletiche da vendere. Una risorsa al pari dei compagni di reparto.
Ecco, Oddo non può che ripartire dalla “banda bassotti”, già dalla trasferta di domenica con il Como rivitalizzato dalla cura della premiata ditta Festa&Matteoli.
Sarà fondamentale reagire dopo due sconfitte di fila.
Il Pescara ha perso quota in classifica, ma è al settimo posto in classifica, in zona play off, a cinque lunghezze dalla zona serie A. E, soprattutto, ha tempo per risalire la china. Ha dimostrato con il gioco e con i risultati di potersi inserire nella lotta per la promozione diretta. Ha i mezzi per alimentare un sogno. Ha qualità tecniche e organizzazione di gioco per competere con le big della serie B. Per riuscirci deve eliminare certe pause. «Dobbiamo maturare», ha detto Massimo Oddo, sabato pomeriggio, alludendo a quegli errori che hanno determinato il primo stop casalingo. Certo, ma non si può prescindere dalle certezze. E Benali, Caprari e Lapadula, in questo momento, sono l’ancora a cui aggrapparsi per ripartire.
@roccocoletti1
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