L’australiano d’Abruzzo in giallo, brilla Ciccone

Ciclismo: Hindley vince la tappa e balza in testa al Tour. Il teatino secondo al traguardo e 3° in classifica generale
Il Tour de France parla anche abruzzese. Primi assaggi di Pirenei e prime grandi battaglie in salita con il trionfo a Laruns di Jay Hindley, l’australiano d’Abruzzo già vincitore del Giro 2022. Hindley è la nuova maglia gialla mentre al secondo posto ecco un brillante Giulio Ciccone che è anche terzo nella classifica generale. È una storia particolare quella che lega Hindley all’Abruzzo. Il corridore australiano è stato per tanto tempo nella nostra regione nell’Aran di Umberto Di Giuseppe. E proprio con l’Aran è diventato un corridore importante attirando le attenzioni dei top team. L’esplosione tra i professionisti nel Giro del 2020, quello corso in ottobre. Prima il lavoro per il capitano Wilco Keldermann poi il via libera, il successo di tappa ai Laghi da Cancano e la maglia rosa conquistata sul Sestriere. Nell’ultima crono a Milano fu scavalcato da Geoghegan Hart ma il successo al Giro è arrivato lo scorso anno con la splendida azione sulla Marmolada. E in Abruzzo Hindley trionfò sul Blockhaus.
La tappa. Da Pau a Lauruns sono 163 km con 3 Gpm e subito i ritmi sono elevatissimi. Nasce una fuga interessante con dentro tanti big tra cui Hindley, Ciccone, Martinez, Van Aert, Alphilippe e Gall. Sull’ultima salita restano in 6 sotto la spinta della squadra di Gall tra cui Ciccone ma quando l’austriaco ha allungato solo Hindley ha tenuto la ruota. Intanto nel gruppo Kuss forza l’andatura e prepara l’attacco di Vingegaard. L’azione del danese sa già di colpo da ko per Pogacar e la maglia gialla dello scorso anno in un attimo si riporta su Ciccone. Hindley intanto ha staccato Gall e si è involato verso il traguardo. Ciccone e Vingegaard inseguono ma il vantaggio dell’australiano è troppo alto.
Giulio Ciccone. «A un cero punto», ha detto il corridore teatino, «pensavo di avere 25” di distacco e volevo collaborare con Vingeegard ma in realtà era il distacco da Gall e non da Hindley. Sull’ultima salita pensavo di stare un pò meglio ma ho pagato gli sforzi fatti prima ma nel complesso è stata una bella tappa. La maglia gialla? Il nostro uomo per la generale è sempre Skjelmose. Per la classifica degli scalatori non sarà facile, Gall va forte. La testa c’è, le gambe ancora non sono al top ma sono fiducioso per le prossime tappe e di sicurò proverò a vincerne una».
Enrico Giancarli
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