L’Avezzano gioca, il cinico Cesena fa festa

La corazzata romagnola espugna lo stadio dei Marsi: Menna replica a Ricciardo, Tortoli beffa i biancoverdi nel finale
AVEZZANO. Sgomberiamo subito il campo dal dubbio: il risultato maturato sul terreno di gioco è assolutamente bugiardo. La gara di esordio allo stadio dei Marsi la vince il Cesena, ma l’Avezzano visto all’opera contro la corazzata romagnola non avrebbe assolutamente meritato la sconfitta, se non altro per aver tenuto testa agli avversari, in particolare nel secondo tempo. C’era molta attesa per questa partita e in settimana se ne era parlato diffusamente, tanto che l’ambiente sembrava carico al punto giusto, ma alla fine i marsicani hanno pagato a caro prezzo due mezze disattenzioni contro una squadra che può permettersi di tenere in panchina elementi come Cappellini e Tortori.
All’annuncio delle formazioni, in tribuna ci si interroga sulla esclusione iniziale di Bianciardi, ma l’obbligo dei quattro under da schierare sempre sul terreno di gioco, a volte costringe gli allenatori a scelte anche impopolari.
Colpo d’occhio delle migliori occasioni, con la tifoseria ospite assiepata nel settore distinti. Si inizia a ritmo blando e dopo un primo tentativo di Bisegna su calcio piazzato è il Cesena a passare in vantaggio con Ricciardo che in area va a impattare un pallone partito dalla bandierina del corner e sul quale la difesa dell’Avezzano non riesce a intervenire. Una doccia fredda che i biancoverdi (ieri in maglia rossa) impiegheranno diversi minuti a metabolizzare. E al 9’ per poco Tola non raddoppia, con un diagonale che manda la sfera a sfiorare l’incrocio alla destra di Fanti. Ma la palla buona capita sui piedi di un Pellecchia particolarmente attivo sulla fascia. In area il tornante non controlla però a dovere e spedisce alto. A seguire i tentativi senza esito di Cerone, D’Eramo e Dos Santos.
Nella ripresa Giampaolo effettua quasi subito una tripla sostituzione e le cose sembrano migliorare. Prima della rete del pareggio, da registrare un tentativo di Bisegna dai 25 metri con la palla che si perde a lato di un soffio. E al 28’ arriva il pari. La palla parte dal mancino di Cerone che pennella in area un calcio di punizione dalla sinistra. All’altezza del secondo palo sbuca Menna che incorna alla perfezione e gonfia la rete. Il gol al passivo ha il potere di scatenare la rabbia dei tifosi romagnoli che sfondano il cancello che dal loro settore dà accesso al rettangolo di gioco, obbligando il direttore di gara a interrompere il gioco per 7’. Poi finalmente torna la calma e tutto lascia presupporre che si arrivi al termine sul risultato di parità. Ma, come detto in precedenza, uno dei panchinari del Cesena si chiama Tortori che al 43’ si fa largo al limite dell’area e di destro batte imparabilmente l’incolpevole Francabandiera.
A questo punto la reazione dei padroni di casa è abbastanza flebile e i tentativi di Alessandro prima e di Bisegna poi non approdano a nulla di concreto, anche perché il Cesena si conferma una squadra maestra nel rallentare il gioco e i tre minuti di recupero scorrono via senza ulteriori sussulti.
Plinio Olivotto
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