L’Avezzano in costruzione smarrisce la strada del gol

4 Settembre 2017

La Jesina alza le barricate e impone lo 0-0. Timidi progressi in casa biancoverde In attacco hanno pesato le precarie condizioni atletiche di Branicki e Dos Santos

AVEZZANO. Un mattoncino nella classifica di una squadra in costruzione. L’Avezzano dell’ambizioso presidente Gianni Paris debutta in campionato con un pareggio, nell’unica gara senza gol del girone F di serie D. Prestissimo per emettere sentenze, ma l’1-1 con la coriacea Jesina è comunque un passo in avanti rispetto alla sconfitta e all’eliminazione dalla Coppa Italia della scorsa domenica contro il Francavilla.
Un bicchiere mezzo pieno se si guarda al gioco espresso da un undici alla ricerca delle migliori intese e condizioni atletiche. Come va ripetendo il giuliese Federico Giampaolo che in corsa ha ereditato una panchina e uno spogliatoio che anche a un uomo di mare del suo calibro sono sembrati un porto senza punti di riferimento, fra cambi e polemiche a vari livelli.
Il tecnico biancoverde sta cercando di cementare i mattoncini e qualcosa di positivo lo hanno notato i tifosi che a fine gara hanno applaudito. A cominciare da quel Luca Sbardella arrivato in settimana e schierato fin dall’inizio al centro della difesa. L’ex Chieti non ha fatto rimpiangere i senatori Rullo e Cassese che a sorpresa hanno abdicato dopo lo stop col Francavilla. Rimandato, invece, l’esordio di Verruschi, altro innesto last minute, che ieri non si è accomodato neppure in panchina. A differenza dell’under Scutti che al pari di Sbardella è sceso in campo dall’inizio.
Giampaolo non ha rinunciato al modulo di inizio stagione e come terminale offensivo si è affidato al centravanti di sfondamento Branicki. Ma il polacco, ieri con la fascia di capitano al braccio, non è apparso in grande forma, anche se oltre ai muscoli e ai centimetri ha messo in campo il solito, grande impegno. Non è però bastato per abbattere il muro difensivo eretto dalla Jesina. I biancorossi marchigiani hanno applicato alla lettera il comandamento ripetuto da Gianangeli alla vigilia del match: primo, non prenderle. Atteggiamento tattico che ha pagato di fronte all’imprecisione e alla pochezza di idee dell’Avezzano negli ultimi venti metri.
E sono state queste le vere stonature della domenica biancoverde.
Dopo un primo tempo avaro di spunti, l’undici marsicano ha iniziato la ripresa con una più apprezzabile vivacità. Merito soprattutto di D’Eramo e dei suoi affondi sulla fascia che hanno creato i guai maggiori alla retroguardia della Jesina. Proprio quando gli ospiti hanno stretto ulteriormente le linee di difesa e centrocampo, mister Giampaolo ha provato a giocarsi l’attesa carta Dos Santos. Tanto che per far entrare il brasiliano Giampaolo ha fatto ricorso al gioco dei cambi, inserendo il portiere fuoriquota Lombardi al posto di Fanti e togliendo l’altro baby Guerra. Ma il brasiliano è sembrato soltanto la brutta copia di quel giocatore chiamato a una stagione di guizzi, assist e gol. Impalpabile l’ingresso in campo, giustificato da un infortunio patito negli ultimi giorni e da una condizione atletica ben lontana dagli standard ottimali. I biancoverdi hanno premuto alla ricerca dei tre punti per tutto il secondo tempo, ma fatta eccezione per un’incursione di D’Eramo al 28’ della ripresa – un po’ egoista nell’occasione e il suo tiro è stato istintivamente respinto da Tavoni – il muro marchigiano non si è sgretolato neppure un po’. Giampaolo è il primo a predicare prudenza e a sperare in una settimana tranquilla per poter modellare la squadra. Ciò che si augurano il patron Paris e la tifoseria. Domenica a Vasto il primo derby stagionale. L’occasione per cominciare a capire qual è il ruolo che può recitare l’Avezzano nella stagione che porterà al centenario del club.
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