L’Avezzano si coccola i portieri

3 Agosto 2015

Preparazione specifica con Civitareale per curare la tecnica

AVEZZANO. Lavoro e fatica. Il nuovo credo dell’Avezzano si fonda su queste due parole, ma a osservare i volti dei calciatori impegnati quotidianamente nella doppia seduta non si direbbe che lo stress sia poi tanto insopportabile. Merito indubbiamente di chi ha il compito di rendere meno noioso il lavoro cui vengono sottoposti i ragazzi, attività che viene sempre diversificata. E già da qualche giorno si notano ad esempio i quattro portieri Ciciotti, D’Avino, Morelli e Rossi, che nella seduta pomeridiana passano sotto le cure specifiche del preparatore Maurizio Civitareale, sempre più preso nel suo importantissimo ruolo: «Al mattino si svolge lavoro di gruppo, ma nel pomeriggio si passa alla preparazione specifica, curando in particolare la tecnica, dal momento che, negli ultimi anni, il ruolo del portiere ha subìto una metamorfosi radicale rispetto al passato. Ora è importante saper usare le mani, ma è altrettanto importante sapersi districare anche coi piedi perché spesso l’azione viene riavviata proprio da chi è deputato a evitare di prendere gol».

E mentre gli estremi difensori continuano a ripassare le tecniche di base tipiche del ruolo e a mettere in pratica le ultime novità, a bordo campo il ds Stefano De Angelis osserva l’impegno che vecchi e nuovi mettono negli allenamenti. E sull’organico attuale ha idee ben chiare: «Da più parti sentiamo dire che forse sarebbe il caso di ingaggiare qualche elemento di esperienza, ma dal momento che dei cosiddetti Over possiamo mandarne in campo soltanto sette, non credo che in questo senso l’Avezzano abbia assoluta necessità di facce nuove. Giocatori del calibro di Bisegna, Tabacco, Kras, Puglia, di esperienza ne hanno da vendere e non ritengo che siano inferiori a tanti altri che militano o hanno militato in categorie superiori». E su questo argomento De Angelis cita con orgoglio l’acquisto dei numerosi giovani che sono arrivati alla corte di Lucarelli, selezionati in mezza Italia nel corso di altrettanti viaggi: «Durante la stagione passata abbiamo monitorato le prestazioni di tanti diciottenni, ed essere riusciti a tesserarli a titolo definitivo ha rappresentato il raggiungimento di un obiettivo di assoluto valore per la società».

Un’altra novità, insieme all’utilizzo della crioterapia al termine delle sedute, è rappresentata dall’impiego di piccoli cilindri che, passati sul muscolo intorpidito, hanno il potere di allentare l’eventuale contrattura.

Plinio Olivotto

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