L’esempio dei ragazzini: “No al razzismo”

Le squadre di Rc Angolana e Giulianova giovanissimi in campo con una scritta speciale sulle maglie
PESCARA. Nelle ultime settimane nei campionati giovanili sono emersi episodi di violenza e di tensione. Nei tornei dilettantistici anche alcuni di razzismo. Non è un buon momento per il movimento abruzzese sul piano comportamentale. Ma va segnalato quanto avvenuto sabato, al campo Zanni di Pescara, per la sfida del campionato Giovanissimi tra Rc Angolana e Giulianova. Una partita con un prologo significativo. I giocatori, infatti, sono entrati in campo indossando, sopra la divisa di gioco, una maglietta contro il razzismo. Un gesto emblematico dopo qualche episodio sgradevole delle scorse settimane. E’ accaduto, infatti, che nelle fila della Rc Angolana e della Caldora ci siano anche dei giocatori di colore che in giro sui campi d’Abruzzo siano stati oggetto di frasi o gesti infelici. Dirigenti e allenatori si sono visti costretti a digerire episodi, poco gradevoli e irriguardosi, nei confronti dei propri atleti. Proprio per questi avvenimenti, le società della Rc Angolana e della Caldora hanno deciso, in occasione della gara casalinga tra Angolana e Giulianova Giovanissimi, di scendere in campo con una maglietta con la scritta "No racism", un segno importante e palese per sottolineare, se ce ne fosse ancora bisogno, la necessità del rispetto verso di tutti, che essi siano bianchi, gialli, rossi, neri, verdi o blu. "No racism” è il grido della Renato Curi Angolana e della Caldora Calcio, ma dovrebbe essere il grido di tutti. Anche di quelli che si lasciano andare nei momenti di rabbia.
Il no al razzismo è stato il grido lanciato attraverso la scritta sulla maglia, ma anche il leit motiv del terzo tempo che le due squadre hanno inscenato al campo Zanni, sabato pomeriggio. Un bel gesto, non c’è che dire. Da ripetere anche altrove.
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