L’esperienza di Memushaj per centrare l’impresa

Il capitano vuole allungare la stagione e rinviare la decisione: giocare ancora o iniziare ad allenare?
PESCARA . Esperienza, cuore e grinta al servizio della squadra, Ledian Memushaj si è ripreso il Pescara. Domani a Salò l'albanese guiderà il centrocampo in una sfida da dentro o fuori. In caso di pareggio o sconfitta la corsa del Delfino arriverà al capolinea, altrimenti i ragazzi di Luciano Zauri continueranno a sognare la B. Memushaj all'andata ha aperto le marcature nel pirotecnico 3-3 e ora non ha alcuna intenzione di arrendersi. Tra l'altro, in ballo c'è anche il discorso relativo al futuro. Il 7 dicembre compirà 36 anni e nel 2023 andrà in scadenza. Al termine di questa stagione Ledian dovrà deciderà se rispettare il contratto e proseguire la carriera da calciatore o iniziare un nuovo percorso, probabilmente da allenatore. Un futuro in panchina che il presidente Daniele Sebastiani gli garantirebbe senza problemi partendo dal settore giovanile. Intanto, grazie alle 237 partite in maglia biancazzurra, impreziosite da 29 reti e 39 assist, si è ritagliato uno spazio indelebile nella storia del Pescara. Solo cinque biancazzurri lo precedono nella speciale classifica delle presenze: Ottavio Palladini, primo a quota 344, Michele Gelsi (333), Gianfranco De Marchi (295), Bruno Nobili (281) e Federico Giampaolo (273). Nel torneo in corso il suo rendimento è stato condizionato da qualche acciacco fisico (poco meno di 1.700 minuti in campo e tre gol), ma ora è tornato in condizioni più che accettabili. Le vecchie incomprensioni con Zauri appartengono al passato, ora si rema tutti insieme verso la stessa direzione. Il tecnico ha tenuto fede alle parole pronunciate poco più di un mese, quando è tornato sulla panchina del Pescara. «Credetemi, nessun rancore, non ho problemi con Memushaj. Per me la questione si era chiusa dopo due secondi», aveva detto Zauri riferendosi alla lite di Livorno (26 dicembre 2019), quando a pochi minuti dalla fine del match sostituì l’albanese che si lamentò in maniera plateale e nella successiva sfida con il Chievo venne lasciato a casa. La fiducia dell'allenatore nei confronti del capitano dimostra che non si trattava di una frase di circostanza, ora tocca a Ledian guidare il Pescara verso la qualificazione. (g.t.)
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