L’ex Cascione: Ragusa e Lapadula spostano gli equilibri

Il centrocampista del Cesena: «A fine carriera potrei stabilirmi a Pescara, lì ho lasciato il cuore»
PESCARA. Da due anni gioca nel Cesena, ma ha lasciato il cuore a Pescara. Emmanuel Cascione, 103 gare e 11 reti con il Delfino, si appresta a sfidare i suoi ex compagni. Lasciò l’Abruzzo nell’estate del 2013 dopo la retrocessione in serie B a causa di alcune incomprensioni con la dirigenza. In panchina c’era Pasquale Marino che durante il ritiro provò a farlo restare. Quando il centrocampista si convinse era tardi. La squadra aveva trovato gli equilibri e per lui non c’era più posto.
Cascione, perché andò via da Pescara?
«Avevo avuto qualche problema con la società, ma con il passare del tempo si era stato risolto. Purtroppo, quando ho cambiato idea non c’erano più i presupposti per rimanere. La responsabilità fu mia, ormai è acqua passata. Con i dirigenti pescaresi ho un buon rapporto e il legame con i tifosi è rimasto immutato. Torno almeno una volta al mese perché ho tanti amici e a fine carriera potrei stabilirmi a Pescara con la mia famiglia».
Ormai è un esperto di promozioni. Dopo il 2012 con il Pescara e il 2014 con il Cesena, arriverà la terza?
«Me lo auguro. Come al solito sarà una dura lotta. Il Cagliari è la favorita, poi c’è un elenco di squadre che proveranno ad inserirsi. Tra queste ci sono anche Cesena e Pescara che hanno una struttura simile formata da giovani fortissimi ed elementi con esperienza».
Come finirà domani sera?
«Le rose si equivalgono e probabilmente la partita verrà decisa dagli episodi. Mi aspetto un match spettacolare perché si affronteranno due squadre votate all’attacco. Drago e Oddo sono due allenatori che prediligono la fase offensiva. Chi verrà allo stadio si divertirà, ne sono certo».
Chi deciderà il match?
«Ragusa e Lapadula. Antonino può fare la differenza. È partito benissimo realizzando 4 reti nelle prime 3 gare. Da un po’ di tempo non trova la via del gol, ma sta giocando bene. Lapadula ha grandissime qualità. Se gli concedi spazio è micidiale».
Lei gioca accanto a Stefano Sensi, vera rivelazione del torneo cadetto. Regge il paragone con Marco Verratti?
«Verratti è già un fenomeno, mentre Sensi potrebbe diventarlo. Sono diversi. Marco non ha mai sofferto la pressione, è sempre stato spavaldo. Anche adesso lo vedo dribblare nella sua area di rigore. La sua tecnica è superiore, mentre Stefano si fa preferire nei lanci lunghi e nelle conclusioni da fuori. È più riflessivo, disciplinato e maturo tatticamente rispetto a quanto lo era Marco alla sua età».
Ha seguito la metamorfosi di Caprari?
«Sembrava un calciatore incompiuto, ma chi lo ha visto da vicino sapeva che prima o poi sarebbe esploso. Il suo valore è indiscutibile e Oddo è stato bravo a farlo emergere».
Che tipo di trattamento si aspetta dal tifo biancazzurro?
«Il mio cuore è a Pescara, lo sanno tutti. Ho sempre dato tutto per la maglia biancazzurra ricevendo in cambio tanto affetto, perciò credo di meritare un po’ di calore».©RIPRODUZIONE RISERVATA

