L’ex Ciofani: allo Stirpe una buona accoglienza

Il difensore ha alle spalle cinque stagioni trascorse in Ciociaria. Busellato: «Non firmo per il pareggio»
PESCARA. Quella di sabato non sarà una partita come tutte le altre per Matteo Ciofani, cinque anni con la maglia del Frosinone, la vittoria di un campionato di Lega Pro, due di serie B e la cittadinanza onoraria arrivata dopo la prima, storica promozione in A. Adesso però, il difensore classe 1988 nato ad Avezzano è concentrato solo sulla maglia biancazzurra e insieme alla squadra vuole riscattare il mezzo passo falso registrato contro il Venezia: «Andiamo a Frosinone per vincere», taglia corto Ciofani. «Sappiamo che ci aspetta una gara difficile contro un avversario di livello, in fiducia, in crescita e che non ha mai perso in casa. Però noi dobbiamo pensare a fare la nostra partita, con la giusta concentrazione e il giusto piglio. Veniamo da un pareggio che ci ha fatto male per com'è arrivato, ma dobbiamo essere bravi a metterlo alle spalle e guardare avanti. Contro il Venezia il gol del 2-1 ha cambiato l'inerzia della partita; poi hanno iniziato a buttare i palloni in mezzo e da uno di questi è arrivato il pari. In questo momento però la classifica è corta, cerchiamo di guardare le cose positive che abbiamo fatto in questi primi mesi di campionato e su queste costruiamo il futuro». Quindi parla di quello che si aspetta dal ritorno al Benito Stirpe: «Credo di ricevere un'accoglienza positiva. In quei cinque anni ci sono stati tanti bei momenti, ho lasciato tanti amici e non vedo perché non dovrebbe essere così».
Poi analizza i numeri: «Non mentono mai», dice con il sorriso. «Se è vero che siamo il miglior attacco del torneo è altrettanto vero che la nostra è la terza peggior difesa. Questo significa che occorre registrare qualcosa per non concedere quanto fatto fino a questo momento». Infine sulla sua stagione: «Non ho giocato molto, mi auguro di farlo da qui in avanti. Se il mister chiama sono pronto». Anche Alessandro Bruno è uno di quelli che il campo l'ha visto poche volte, ma preferisce parlare degli interessi della squadra mettendo in secondo piano quelli personali: «E' innegabile che abbia giocato poco, ma fa parte delle scelte dell'allenatore. Meglio pensare alle prossime quattro partite che ci separano dalla sosta: secondo me possono essere decisive per dirci quale ruolo potrà recitare il Pescara in questo campionato. Fare tanti punti significherebbe scalare una classifica che rimane corta e far capire agli avversari che ci siamo».
Anche per questo ora non vuol sentir parlare di mercato: «Ho sempre detto che il mio obiettivo è quello di rimanere qui. Adesso voglio concentrarmi solo sulle sfide che ci sono prima della sosta. Poi, nel caso, si potranno fare altre valutazioni».
Massimiliano Busellato invece non nasconde il rammarico per i punti persi con Cremonese e Venezia: «E' un peccato, perché farsi raggiungere due volte, dopo esser passati in vantaggio, rischia di buttarti giù moralmente. Per fortuna non è stato così, abbiamo lavorato bene in settimana e vogliamo arrivare nel migliore dei modi al giro di boa». E allora si proietta alla gara di Frosinone: «Come principio non firmo mai per il pareggio. Sappiamo che è un avversario forte, ma noi andremo a giocarcela a viso aperto».
Adriano De Stephanis
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