L’ex Paolucci: chi ci fa paura? Maniero è letale

19 Settembre 2014

Il centrocampista nativo di Tollo in forza ai veneti è fermo per un infortunio: peccato non esserci

PESCARA. Un grave infortunio gli farà saltare la sfida più sentita, ma l’arrivo della cicogna mette tutto in secondo piano. Da pochi giorni l’ex biancazzurro Andrea Paolucci, ora al Cittadella, è diventato papà della piccola Calliope.

«Una gioia immensa», racconta Paolucci, «ho assistito al parto ed è stata un’emozione indescrivibile». Una grande emozione per lui e sua moglie Vasiliki, conosciuta a Firenze quando militava nel club viola. Ci voleva, dopo mesi di sofferenze. Lo scorso maggio, durante la gara contro l’Empoli, Andrea si è rotto il legamento crociato e il menisco esterno. Per fortuna l’operazione è perfettamente riuscita e il 28enne di Tollo tornerà in campo tra un mese.

«Mi dispiace non esserci, affrontare il Pescara è sempre piacevole. Resto legato a quella maglia, che ho indossato dai Giovanissimi fino alla prima squadra». In terra veneta il Delfino cercherà il primo acuto della stagione. «Sono molto temibili. Ho visto la gara contro il Bologna: meritavano almeno il pareggio, ma hanno pagato a caro prezzo alcune disattenzioni». Paolucci spinge in alto il Pescara: «A Cittadella avrà vita dura, però alla fine i valori della rosa emergeranno. Se togliamo il Catania e il Bologna, i biancazzurri non hanno nulla da invidiare alle altre che puntano alla promozione. Il Lanciano? Ormai non è più una sorpresa, è una realtà. È capace di mettere in difficoltà chiunque, anche quest’anno farà un bel campionato». Sul pronostico di domani non si sbilancia: «È una partita dall’esito incerto. Siamo reduci dalla sconfitta di Trapani, ma nel complesso la nostra è stata una buona partenza. Il Pescara ha un attacco letale, dovremo stare attenti soprattutto a Maniero». Paolucci fece l’esordio in serie B in Pescara-Torino del 27 settembre 2005, quando in panchina c’era Maurizio Sarri. Ora c’è il fratello, che tenta di ripercorrere le sue orme con la maglia biancazzurra: Lorenzo, 18 anni, che ha svolto il ritiro con Marco Baroni e gioca con la Primavera. «Ci sentiamo quasi ogni giorno. Siamo entrambi centrocampisti, ma lui è molto più offensivo di me. È un bravo ragazzo, sa che a certi livelli ci si arriva soltanto con l’impegno e il lavoro».(g.t.)

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