L’ex Ragusa: se segno non esulto

17 Ottobre 2014

L’attaccante sul punto di tornare in biancazzurro, poi ha accettato l’offerta del Vicenza ripescato

PESCARA. Una storia grottesca. Antonino Ragusa si ritrova a giocare nel Vicenza, una squadra ripescata a poche ore dall’inizio del campionato che ha l’obiettivo della salvezza. Eppure, lo scorso giugno l’ex biancazzurro aveva esaudito il suo desiderio di tornare al Genoa, il club che lo lanciato, e misurarsi con la serie A. Il richiamo era stato troppo forte, perciò ha preferito il Grifone al Pescara che detiene tuttora la metà del suo cartellino. Ma le cose non sono andate per il verso giusto. Il tecnico rossoblù, Gianpiero Gasperini, non lo ha ritenuto pronto per il grande salto, ma la società glielo ha comunicato a poche ore dalla fine del mercato. Una vicenda gestita malissimo che ha costretto il calciatore ad accettare l’unica destinazione disponibile per giocare con continuità. «L’ultimo giorno di mercato», spiega Antonino Ragusa, «il Genoa ha acquistato alcuni giocatori in grado di ricoprire il mio ruolo. In quel momento ho capito che per me non ci sarebbe stato più spazio. L’unica chance me l’ha offerta il Vicenza che poteva sfruttare qualche giorno in più per acquistare calciatori e ho deciso di accettare».

Prima della chiusura delle trattative, il Pescara aveva provato a riportarlo in Abruzzo, ma non c’era più tempo per formalizzare l’operazione. «Se sapevo che sarebbe finita così avrei accettato: tra le squadre di B il Pescara resta la mia preferita». Non è detto che le strade dell’attaccante siciliano e del club biancazzurro si siano divise per sempre. Alla fine della stagione Genoa e Pescara dovranno sedersi di nuovo a tavolino per discutere del suo futuro. E non è escluso che a gennaio Pavone e Repetto facciano un tentativo per riportarlo in riva all’Adriatico. «Durante l’ultimo calciomercato ho capito che nel calcio può succedere di tutto. Nulla è scontato perciò dico soltanto che non posso scartare questa eventualità. Ho un ricordo bellissimo della città e dei tifosi. Non è vero che ho avuto degli screzi, anzi, ho sempre avvertito un grande affetto».

Riflettendoci bene, la presenza di Ragusa avrebbe aumentato lo spessore del reparto avanzato biancazzurro. Con il 4-3-3 di Marco Baroni le sue caratteristiche si sarebbero coniugate alla perfezione. «Non ho dubbi, quel sistema di gioco è ideale per me». L’anno scorso con la maglia del Pescara il 24enne di Taormina disputò un torneo a due facce. In totale realizzò nove reti, delle quali otto nel girone di andata dove fu il protagonista indiscusso. Nella seconda parte segnò un solo gol e il suo rendimento crollò insieme a quello della squadra. «Purtroppo, l’avventura è finita male, eppure nella prima parte avevamo compiuto una bella rimonta dopo una partenza a singhiozzo. Poi ci siamo sciolti e a distanza di qualche mese non sono ancora riuscito a capire il motivo». Anche a Vicenza l’impatto è stato positivo. I biancorossi non segnano dallo scorso 23 settembre, ma su un totale di quattro reti all’attivo ben tre portano la firma di Antonino. «Dobbiamo fare punti dopo la pesante sconfitta contro il Lanciano. Non sarà facile, il Pescara è fortissimo, sono certo che lotterà per la promozione. Quello che conta è il risultato, non il gol di Ragusa». Che, ovviamente, sogna uno sgambetto. «Sì, ma se dovessi segnare non esulterei per rispetto nei confronti dei tifosi e della città». (g.t.)

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