L’Inter accetta le scuse di Sarri, ma c’è la denuncia della nuova Dc

23 Gennaio 2016

MILANO. Si chiude il caso Mancini-Sarri per la frase del tecnico del Napoli a quello dell’Inter («sei un frocio, un finocchio»), con le scuse – accettate – dell’allenatore e del club azzurro. Ma si...

MILANO. Si chiude il caso Mancini-Sarri per la frase del tecnico del Napoli a quello dell’Inter («sei un frocio, un finocchio»), con le scuse – accettate – dell’allenatore e del club azzurro.

Ma si apre quello Sarri-Dc Nuova. Sì, perché, sempre il tecnico partenopeo, nell’intervista immediatamente dopo l’episodio in campo alla fine della partita di Coppa Italia (vinta dall’Inter al San Paolo, che ha eliminato il Napoli ai quarti), ha sottolineato che «ho detto quella frase come se avessi detto “sei un democristiano”». Ed è stato denunciato per diffamazione dalla Democrazia Cristiana.Ma andiamo per ordine.

L'allenatore dell'Inter insieme al club nerazzurro hanno accettato le scuse del tecnico Sarri. Mancini lo aveva già detto alle Iene che ieri sono state ad Appiano Gentile. Visita seguita da una nota del club nerazzurro. «L'Inter - si legge nella nota - conferma il proprio completo supporto a Mancini ed alla posizione etica da lui assunta durante i commenti al termine della partita. Sin dalla fondazione dell'Inter vi è la convinzione che tutti i giocatori, senza distinzione di nazionalità, lingua, religione, condizioni e orientamenti personali e sociali, siano i benvenuti in squadra. È giunto il momento di tracciare una linea che possa porre fine alle tante discussioni nate durante gli ultimi minuti di gara. Mancini e il Club desiderano accettare - prosegue la nota - le scuse presentate da Sarri e dal Napoli».

Finita qui? Neanche per sogno. Ecco che entra “in campo” la Dc. «Ho detto la prima offesa che mi è venuta in mente, gli avrei potuto dire sei un democristiano», è la frase incriminata. Così il presidente della Democrazia Cristiana Nuova, Alberto Alessi ha presentato ieri alla procura della repubblica di Palermo una denuncia-querela nei confronti di Sarri per diffamazione. Alberto Alessi, ex deputato Dc, figlio di Giuseppe Alessi, primo presidente della Regione siciliana e tra i fondatori della Dc, non ha gradito le parole di Sarri che offendono «un'intera parte della storia della Repubblica italiana. Con le sue parole - ha detto Alberto Alessi - Sarri ha mortificato un movimento che ha “fatto” l'Italia ed è stato contraddistinto da illustri personaggi e statisti. Non si può pensare che “democristiano” sia un'offesa». Basteranno, stavolta, le scuse di Sarri?