L’Inter ha deciso: Icardi dovrà cambiare il libro

18 Ottobre 2016

Multa e nuova versione del testo che ha fatto infuriare la curva, la fascia di capitano resta all’argentino

MILANO. Un colpo al cerchio ed uno alla botte, come nelle migliori tradizioni italiane: l'Inter sceglie la “terza via” per sbrogliare il caso Icardi, stando attenta a non dare l'impressione di “coccolare” troppo gli ultrà e contemporaneamente a non sembrare troppo indulgente verso il suo riottoso campione. Il giocatore resta capitano, si impegna a modificare il libro eliminando le parti che hanno fatto infuriare gli estremisti del tifo organizzato e non solo, pagherà una multa fra i trenta e i cinquantamila euro. Il direttivo interista al completo convoca Mauro Icardi ad Appiano Gentile in mattinata, ascolta le sue ragioni ma verosimilmente gli fa anche una sonora ramanzina. Lo congeda dopo poco più di un'ora, poi Zanetti, Ausilio e Gardini si siedono nuovamente al tavolo e studiano a lungo un comunicato che vede la luce soltanto nel tardo pomeriggio.

In sostanza, la nota - certamente di non facile elaborazione - accoglie le dichiarazioni contrite di Icardi. Il giocatore dovrà ritirare tutte le copie in circolazione, cassare le parti incriminate e poi rimandarlo in libreria nella nuova versione. Non sarà facile ma almeno la fascia da capitano è salva. La società non esce bene dall'intera vicenda e pare che Suning sia profondamente irritata. L'Inter si fa sfuggire gli 'scoop' della sorprendente autobiografia firmata da un giocatore appena ventitreenne, poi a caldo dà l'impressione di schierarsi un po’ improvvidamente con la Nord, per poi fare una parziale marcia indietro.

A fotografare la situazione con estrema chiarezza è Massimo Moratti. All'ex presidente bastano poche, ma significative parole: «È un caos. Preferisco non entrarci». E ha ragione, anche perché è sempre meglio prevenire che curare: Icardi elude le regole, si abbandona ai social network, la moglie Wanda per tutta l'estate cerca di mettere l'Inter all'angolo presenziando perfino a un incontro con De Laurentiis e accusando la società di aver messo il giocatore sul mercato. La posta in gioco è il rinnovo del contratto che puntuale arriva a cifre da capogiro. L'Inter non ha molte scelte, non mette fuori squadra Icardi perché non può privarsi del suo bomber, colui che tiene la squadra ancora a galla. Deve optare per un faticoso compromesso che forse scontenta tanti: la società non prende le distanze dagli ultrà con sufficiente decisione. Contemporaneamente, non riesce a infliggere una punizione esemplare a Icardi che non sembra interpretare al meglio il suo ruolo di capitano.