L’Inter non cresce: pari e fischi

16 Marzo 2015

Anche il Cesena esalta i limiti dei nerazzurri. Mancini: così diventa difficile puntare al terzo posto

MILANO. Un'Inter scialba, disordinata e lenta nel primo tempo, più reattiva, vivace e aggressiva nel secondo: sono le due facce di una squadra che non riesce a vincere e non va oltre il pari con un buon Cesena dopo essere finita in svantaggio. La squadra di Mancini delude il pubblico di San Siro che si lascia andare a eloquenti fischi alla fine del primo tempo e al 90'. L'Inter non spicca il volo, non riesce a ingranare la marcia giusta e quando lo fa, è troppo tardi.

Il secondo tempo vede la riscossa dei nerazzurri che mostrano più generosità e intensità e vanno vicino alla vittoria: annullato un gol spettacolare di Icardi per sospetto fuorigioco, poi palo interno di Podolski. Un pizzico di sfortuna per un'Inter che comunque trova di fronte a sè un gruppo compatto e indomito. Il Cesena si è difeso bene, ha cercato il contropiede, ha lottato con energia e caparbietà. Dopo lo schiaffo di Wolfsburg, i nerazzurri dovevano metterci intensità e orgoglio e invece alla fine del primo tempo, l'Inter si è pure in svantaggio di una rete contro un Cesena volitivo e ben organizzato. La squadra non convince: la difesa traballa, il centrocampo non ispira le punte sono escluse dal gioco con Icardi troppo spesso in attesa dell'assist perfetto. Mancini tiene in panchina Kovacic, rispolvera Dodò e Kuzmanovic, mette Shaqiri dietro le punte, il solito duo Palacio e Icardi.

Il pari alla fine accontenta tutti ma il punto serve più al Cesena che all'Inter che raggiunge il Genoa a quota 37. I sogni di grandezza di Mancini cedono il passo alla realtà: la stagione dell'Inter non è delle migliori, arranca sia in campionato sia in Europa. Giovedì c'è il Wolfsburg, la qualificazione può salvare il primo anno dell'ambizioso tecnico, ma è tutt'altro che scontata.

«Se avessimo vinto salendo a 39 punti avremmo potuto ancora puntare al terzo posto, con sette lunghezze da recuperare in 11 partite, ma con questo risultato ora è difficile», dice Mancini nel post match, «Purtroppo ancora alterniamo prove buone e partite negative, stavolta non posso essere contento. Il primo tempo l'abbiamo giocato proprio sottotono - ha spiegato l'allenatore nerazzurro - e il Cesena ci ha messo in difficoltà. Eravamo poco lucidi e poco aggressivi. Nel secondo tempo è andata meglio, abbiamo trovato il gol subito e poi avuto tante occasioni ma senza concretizzare. Nel complesso non è stata proprio una grandissima partita. Dobbiamo lavorare e migliorare. Ero ottimista e speravo potessimo fare qualcosa di più ma abbiamo qualche limite, mi dispiace per i tifosi e anche per i ragazzi, che danno sempre tutto». Il tecnico nerazzurro è apparso sfiduciato: «Gli occhi rossi? Non ho pianto, lo giuro, ma certo non sono felice visto che i risultati non arrivano».

Soddisfatto Di Carlo: «Abbiamo giocato con coraggio e cuore. Siamo andati a San Siro e abbiamo rischiato di vincerla e di perderla. Il Cesena è questo, i ragazzi ci mettono l’anima. Abbiamo limiti ma sopperiamo con l’organizzazione di gioco e riusciamo a far male agli avversari. Mi aspettavo la reazione dell’Inter nella ripresa, ma speravo di non prendere gol subito. Lì è cambiata la partita. Ci teniamo stretto il punto. Il rigore su Carbonero? Era netto, ultimamente succede un po’ troppo spesso. Speriamo non succeda più».