L’Inter sulle spalle di Thuram Sommer sembra irriconoscibile

19 Agosto 2024

MILANO. La frase «ripartire da dove avevamo finito» in casa Inter è stata presa alla lettera: 2-2 a Verona nell’ultima giornata dello scorso campionato, stesso risultato a Marassi alla prima del...

MILANO. La frase «ripartire da dove avevamo finito» in casa Inter è stata presa alla lettera: 2-2 a Verona nell’ultima giornata dello scorso campionato, stesso risultato a Marassi alla prima del nuovo anno. Peccato che le situazioni siano ben diverse, con lo scudetto già virtualmente cucito sul petto a fine maggio al Bentegodi e invece ben presente sulle casacche di Lautaro e compagni a Genova, dove i campioni d’Italia volevano ripartire con i tre punti mettendo subito in chiaro le cose dopo un’estate di chiacchiere e di tentativi delle altre di ricucire il gap con i campioni in carica. Ma la partita ha detto altro, soprattutto che la sfida Genoa-Thuram è terminata 2-2, visto che l’Inter si è aggrappata alle giocate e ai gol del suo attaccante, per distacco il migliore in campo dei suoi. Il francese ha fatto la differenza con una doppietta pesante, peccato che dietro di lui la squadra abbia stentato, mostrando lacune che hanno reso amara la serata interista. Lautaro, in campo dal primo minuto per necessità, è lontano dalla forma migliore, Mkhitaryan e Calhanoglu non hanno brillato, Darmian e Dimarco sugli esterni hanno inciso poco. E poi Sommer, il peggiore in campo, con l’errore in occasione del vantaggio rossoblu e un paio di svarioni con i piedi ha dato incertezza a tutto il reparto. E poi il pasticcio di Bisseck che ha causato il rigore che ha vanificato gli sforzi interisti, chiudendo la gara con un pari che ha lasciato l’amaro in bocca.