L’Inter va all’esame Salisburgo Napoli a Berlino contro Bonucci

Alle 18.45 davanti a 70mila spettatori i nerazzurri sfidano gli austriaci. Inzaghi pensa al turnover «Ho diversi dubbi. Lautaro? Da Pallone d’oro». I partenopei affrontano l’Union, Garcia: «Niente errori»
MILANO. L'Inter è in forma, galvanizzata dal primo posto in classifica in Serie A, pronta a giocarsi la vetta del girone di Champions League sfidando oggi (ore 18.45, diretta Sky Sport 1) il Salisburgo, nella bolgia di San Siro (attesi oltre 70mila spettatori). «Arriviamo bene alla sfida. Sabato contro il Torino abbiamo vinto una gara importante e non semplice. Ma domani (oggi, ndr) la partita è importantissima in un girone equilibrato e dovremo tenere alta la concentrazione, il Salisburgo ha vinto contro il Benfica in trasferta», avverte Simone Inzaghi in conferenza stampa. I nerazzurri non devono adagiarsi. La Real Sociedad, squadra di quarta fascia e formazione sulla carta meno competitiva e che meno doveva impensierire, in realtà sta guidando il gruppo D appaiata all'Inter con quattro punti. Il Salisburgo segue a tre punti. Margini d'errore non ce ne sono, dunque. Inzaghi mette in guardia, non vuole distrazioni. Anche se sabato c'è la Roma a San Siro e il ritorno - sentitissimo - di Lukaku a Milano. «Alla Roma e a Lukaku ci penseremo tra 48 ore, siamo focalizzati sulla partita contro il Salisburgo. Sono dieci anni che vincono il loro campionato - ricorda Inzaghi - è una squadra che corre, giovane bisogna essere molto concentratii».
Per quanto il campionato non debba distrarre, qualche valutazione per evitare sovraccarichi ai giocatori più impiegati Inzaghi potrebbe farla. «Ho diversi dubbi di formazione. Le rotazioni devono essere un grandissimo valore aggiunto, la fatica fisica e mentale si farà sentire di più. Dovrò valutare tutti molto bene», spiega l'allenatore nerazzurro. Difficile lasciare in panchina la coppia Lautaro-Thuram, i numeri incredibili dei due attaccanti sono difficili da eguagliare. L'argentino è in uno stato di grazia tale che lasciarlo in panchina sembra un delitto. «Lautaro è sicuramente da Pallone d'oro, anche per il percorso fatto e i trofei vinti. Ci deve essere in quella notte, poi non credo che vincerà ma si merita tutto quello che sta vivendo», l'elogio del tecnico.
Le alternative però scalpitano. «Sanchez? È pronto - annuncia Inzaghi - è un giocatore che ho voluto fortemente e che è tornato con entusiasmo. Non ha fatto preparazione. Non so ancora se giocherà dall'inizio, si parla tanto di Lautaro e Thuram ma lui e Arnautovic saranno due giocatori che ci daranno grandi soddisfazioni». Arnautovic, infortunato, è l'unico che non ha svolto la rifinitura. Potrebbe trovare spazio Frattesi «giocatore importantissimo», in ballottaggio con Barella. Dovrebbe partire dal 1' Mkhitaryan.
Napoli a Berlino. Allo stadio Olimpico di Berlino il Napoli si gioca alle 21 (diretta Canale 5) una grossa fetta di possibilità di superare il turno nel girone di Champions. I presupposti per disputare una buona gara ci sono tutti. La squadra è in forma e sabato scorso a Verona ha dimostrato di aver dimenticato la sconfitta in casa con la Fiorentina e di attraversare un buon momento di forma.
L'Union Berlino, dove gioca Leonardo Bonucci, viene invece da otto sconfitte consecutive ed è una squadra in crisi. Ma questo non deve far pensare che si possa trattare di una passeggiata. Rudi Garcia ne è convinto. «Dovremo essere protagonisti, imporre il nostro gioco, sapendo che l'Union ha anche dei pregi, come il contropiede, il gioco in profondità, la fisicità. Loro aspettano i tuoi errori e dobbiamo essere concentrati per tutta la partita. Avremo grandi motivazioni che nella partite di Champions vengono da sole, non c'è bisogno di andarsele a cercare» dice Garcia. «Dobbiamo vincere per riprenderci i punti persi».
E sulla formazione, aggiunge: «Ho pochi dubbi di formazione. Qui siamo per vincere per restare secondi. I tifosi? Ho letto che chi viene a Berlino è passato per Verona, ed è bellissimo perchè è un sacrificio economico per chi fa le trasferte e risparmia su altro per sostenere la squadra. Provo ammirazione per loro», ha concluso Garcia.
Angelo Caradonna

