L’INTERVISTAnLA PUNTA NAPOLETANA

30 Giugno 2016

INVIATO A MONTPELLIER. Brilla Lorenzo Insigne. Un po’ di luce propria per il quarto d’ora eccellente che ci ha regalato contro la Spagna. E un po’ di luce riflessa, tra orecchini, catene e...

INVIATO A MONTPELLIER. Brilla Lorenzo Insigne. Un po’ di luce propria per il quarto d’ora eccellente che ci ha regalato contro la Spagna. E un po’ di luce riflessa, tra orecchini, catene e braccialetti, roba da diventare obiettivo sensibile per una gazza ladra.

«Siamo pronti, siamo pronti» sorride dietro a occhiali scuri dietro ai quali si trincera, quasi intimidito. Ci parli e capisci che l’esuberanza col pallone in mano, diventa quasi paura di dire una frase sbagliata di fronte al taccuino.

Lorenzo Insigne, partiamo dall’abbraccio?

«Quale abbraccio?».

Come? Quello di Conte prima di farla entrare in campo contro la Spagna.

«Ma no, è stato un gesto che lui fa con tutti».

Veramente è la prima volta che lo vediamo.

«Può darsi, ma credo che non sia un abbraccio speciale, in quel momento il mister avrebbe abbracciato chiunque entrava in campo, per dargli una carica».

Il fatto è che lei sembrava ormai l’ultimo degli attaccanti nelle gerarchie del Ct. E invece...

«Queste sono valutazioni che non facciamo noi. Conte ci ha parlato chiaro dal primo giorno».

Dicendo?

«Dicendo che lui ripone una fiducia identica in tutti i 23 della rosa. Anche perché altrimenti non ci avrebbe portati qui».

Entra Insigne contro l’Irlanda e coglie un palo, entra Insigne contro la Spagna e regala tre giocate fantastiche compresa l’apertura del Darmian per il 2-0. Quindi?

«Quindi tocca a me farmi trovare pronto. Se gioco bene è chiaro che posso avere più chance la volta dopo».

E se fosse lei il Paolo Rossi che entra e decide la partita?

«A dir la verità non mi dispiacerebbe segnare».

Appunto.

«Vediamo. Anche se in questa Italia non esiste il concetto di invidia».

Ci spieghi meglio.

«È chiaro che nel calcio c’è sempre un po’ di invidia tra giocatori, in questo gruppo invece la grande novità è l’assenza assoluta di invidia tra di noi. Una forza dentro che ci aiuta a vivere come gruppo questo Europeo».

Una “forza dentro” che vi ha trasmesso Antonio Conte. Non è vero?

«Conte ti trasmette la grinta che lui aveva in campo. Ha sempre la stessa rabbia agonistica di quando giocava. Sta dando davvero tanto a ognuno di noi, sia dal punto di vista personale che di squadra».

Che cosa pensa di questa sfida contro la Germania?

«Partita difficile, lo sanno tutti. Ma grazie a questa carica di Conte, noi siamo assatanati. E abbiamo una voglia matta di provare ad arrivare fino in fondo».

Questa squadra sta entrando nel cuore dei tifosi. Eppure all’inizio c’era una diffidenza infinita.

«È vero, siamo felici che la gente ci stia vicina, anche se farlo ora è facile... Comunque vuol dire che la squadra sta dando tanto».

Un sogno?

«No, spero che a sognare siano ancora i nostri tifosi».

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