L’Italia aspetta De Rossi e cerca la notte magica

2 Luglio 2016

Più no che sì per il romanista, ma si tenta il recupero in extremis. È pronto Sturaro

INVIATO A BORDEAUX. Dallo spread all’Ue, e sullo sfondo la sagoma della Merkel. È stata dipinta in ogni modo Italia-Germania. Adesso per favore lasciate libero il campo (verde) perché questa è una partita di calcio: che non cambia la storia e che non ci cambia il futuro. Ma, diciamocelo: quanto sarebbe bello buttare ancora fuori i tedeschi...

Ci soffrono, ci temono, sono angosciati. Ed è per questo che hanno fatto gli spavaldi per tutta la settimana, al grido di «siamo più forti e vinceremo», salvo poi andare a letto e veder scorrere nei loro sogni (incubi) tutte le recenti sconfitte. L’Italia è imbattuta contro la Germania tra Europei e Mondiali (4 vittorie e 4 pareggi) e gli azzurri hanno sempre passato il turno nelle sfide a eliminazione diretta, tre volte ai Mondiali (1970, 1982 e 2006) e una volta agli Europei (2012). È vero che probabilmente sono più forti, a livello tecnico non ci sono dubbi. Ma anche la Spagna era tecnicamente più forte di noi, e ora Iniesta, Morata e soci sono con le infradito a Ibiza e Formentera.

Ha ragione Conte quando parla di “impresa titanica”: serve la partita perfetta e qualcosa in più per battere la Germania e regalarsi il biglietto di sola andata per le semifinali. La possibilità di recuperare De Rossi ci regala un pizzico di entusiasmo in più: ieri mattina “capitan futuro” non si è presentato per il riscaldamento davanti alle telecamere, ma appena la squadra si è spostata sul campo secondario (lontana da occhi indiscreti) ecco che De Rossi è uscito dalla palestra. Allenandosi con la squadra, senza forzare perché il dolore c’è ancora. Conte scioglierà il dubbio oggi pomeriggio dopo un ultimissimo test: se De Rossi è almeno al 75% della condizione allora gioca, altrimenti (al momento più probabile) va in campo Sturaro.

Cambia poco sotto il profilo tattico (Parolo farebbe il regista più basso e Sturaro il mediano puro), ma cambia tanto sotto il profilo della personalità. Inevitabile visto che De Rossi ha 106 presenze in Nazionale e Sturaro solo 3. E di personalità ne servirà tanta, in ogni reparto. Perché questa Germania è un bel mix di solidità fisica ed estro, in ogni zona: due centrali difensivi con i fiocchi come Hummels e Boateng a proteggere un super portiere come Neur; davanti alla difesa Khedira e Kroos a spezzare il gioco e ripartire; davanti il rinato Mario Gomez con alle spalle la regia di Ozil, il fiuto del gol di Muller e la classe di Draxler. Ce n’è davvero per tutti i gusti.

L’Italia non ha questi nomi. Se nel calcio valesse l’equazione “valore giocatori=risultato finale” si potrebbe anche non scendere in campo. L’Italia ha un’altra forza ed è quella che le ha iniettato Antonio Conte nelle vene: essere squadra. Non arretrare un centimetro, non mollare un pallone, aiutarsi sempre: banale a dirsi, sembrano quasi frasi fatte, ma l’Italia può vincere solo così.

La certezza è una. Se per un grande muro ci vuole un grande pennello, allora per una grande Italia ci vuole una grande difesa. Barzagli, Bonucci e Chiellini sono i nostri baluardi. Mai come oggi sarà importante non prenderle, per poi magari ripartire con Giaccherini e Florenzi, affidandosi là davanti a Pellè e Eder.

Perché avranno ragione loro, sono più forti e vincono. Non succede, ma se succede...

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