L’Italia festeggia il fioretto d’oro di Marini

Ai Mondiali di scherma squalificata l’ucraina Kharlan per non aver stretto la mano alla russa Smirnova
MILANO. L'Italia dice 7 ai Mondiali di scherma a Milano, e la settima medaglia a Milano 2023 degli azzurri è di quelle pesanti: Tommaso Marini, dopo l'argento del 2022, ha conquistato il suo primo oro iridato, battendo in finale lo statunitense Nick Itkin per 15-13. E il fioretto si conferma l'arma preferita per gli azzurri, dopo il trionfo nel torneo femminile con la tripletta di Alice Volpi, Arianna Errigo e Martina Favaretto. Un successo di freddezza e cuore per Marini, che dopo il derby con l'italiano Macchi negli ottavi, ha avuto la meglio dei francesi Savin e Lefort (che l'anno scorso lo aveva battuto nella finale dei Mondiali in Egitto) prima di trionfare nell'ultimo atto contro Itkin. È il 14° oro mondiale nel fioretto maschile per l'Italia, il primo da quello di Alessio Foconi nel 2018. Intanto però il caso del giorno è provocato dal primo confronto diretto tra una atleta ucraina e una russa dallo scoppio della guerra, e non poteva che finire tra polemiche, accuse e controaccuse. Così la sfida tra Olga Kharlan e Anna Smirnova nei 32i di finale del tabellone della sciabola donne si porta dietro una scia di critiche che va ben oltre il risultato sportivo e che potrebbe avere anche effetti a lungo raggio. Tutto ruota intorno al mancato saluto da parte di Kharlan nei confronti della Smirnova, dopo la sfida in cui l'ucraina si era imposta per 15-7, che ha generato uno scontro diventato presto anche politico. In mattinata, infatti, il tabellone aveva messo di fronte le due sfidanti. A differenza di quanto avvenuto mercoledì, quando l'ucraino Reizlin non aveva preso parte all'assalto contro il russo Anokhin, Kharlan ha deciso invece di scendere in pedana. Tutto è filato liscio durante la sfida, con il tifo sulle tribune anche del compagno dell'ucraina, l'italiano Luigi Samele. Concluso l'incontro, però, il fattaccio: Smirnova ha teso la mano per stringerla all'avversaria, mentre Kharlan ha esposto la sciabola senza contraccambiare il saluto formale (come era permesso nel protocollo Covid). A quel punto è scattata la protesta della Smirnova, che è rimasta per 45 minuti immobile in pedana, andandosene solo dopo un colloquio con un delegato Fie. Al centro, infatti, c'è il regolamento della stessa federazione internazionale, che obbliga gli atleti al saluto al termine della gara. Sembrava tutto finito, tanto che il tabellone indicava già la sfida tra la Kharlan e la bulgara Ilieva. Pochi minuti prima di questo incontro, però, sullo stesso tabellone accanto al nome dell'ucraina è comparsa la scritta «esclusa», con la bulgara passata così al turno successivo.
Roberto Di Candio

