L’Italia ko dopo 37 gare, Spagna in finale

Decisiva la doppietta di Ferran Torres, pesa il rosso a Bonucci al 41’, poi accorcia Pellegrini. San Siro fischia Donnarumma
MILANO. Svaniscono tra gli olé dei tifosi spagnoli a San Siro (e i fischi di quelli italiani per Donnarumma), l'obiettivo di bissare in Nations League il trionfo agli Europei e la striscia di 37 risultati utili consecutivi. L'Italia va sotto, combatte e lotta, ma esce sconfitta contro una Spagna che al Meazza vince 2-1 e vola in finale, dove affronterà sempre a San Siro, la vincente tra Belgio e Francia (giocano stasera alle 20,45 a Torino). Ferran Torres si traveste da matador e colpisce due volte, quanto basta a Luis Enrique (che lancia da titolare il 17enne Gavi, più giovane esordiente spagnolo) per vendicarsi della sconfitta in semifinale agli Europei, agevolati anche dall'espulsione di Bonucci poco prima dell'intervallo. E non basta la reazione finale degli azzurri, capaci di accorciare il risultato con Pellegrini.
Tre anni dopo, l'Italia conosce così di nuovo l'amaro sapore della sconfitta, 1.122 giorni dopo il ko contro il Portogallo, sempre in Nations League. E gli spalti del Meazza accolgono una sconfitta azzurra per la prima volta negli ultimi 93 anni. Non che non ci abbiano provato Chiesa e compagni, colpendo anche due pali di cui uno in inferiorità numerica proprio con l'esterno della Juventus. L'assenza di un centravanti di ruolo e le difficoltà in fase difensiva nel limitare il palleggio spagnolo hanno limitato e non poco gli uomini di Mancini: la scelta di Bernardeschi versione falso nueve non ha pagato, così come il tentativo di scambiarlo con Insigne a partita in corso. L'avvio dell'Italia è sembrato promettente, con un destro da fuori di Chiesa respinto da Unai Simon. Ma la Spagna ha trovato subito il punto debole azzurro sulla fascia destra, punendo con le combinazioni tra Alonso e Sarabia. Non a caso, proprio da un cross dell'esterno del Psg è partita l'azione del vantaggio iberico, con Ferran Torres abile a sfruttare una leggerezza di Bastoni per battere Donnarumma. La stessa capacità di sfruttare gli errori avversari che l'Italia, però, non ha avuto. Perché il lento tiki-taka iberico ha regalato opportunità agli azzurri, soprattutto in ripartenza. Decisivo è stato prima Unai Simon, aiutato dal palo su una conclusione di Bernardeschi, e poi la scarsa precisione di Insigne che, a tu per tu col portiere spagnolo, ha calciato a lato un rigore in movimento. Dal possibile pareggio al tracollo prima dell'intervallo. Al rosso a Bonucci (doppio giallo, per proteste e per un gomito largo su Busquets) è seguito il raddoppio di Ferran Torres. Sotto di due reti e in 10, nella ripresa Mancini ha cercato di dare la scossa gettando nella mischia Kean e Pellegrini. Ingressi che hanno regalato nuovo vigore agli azzurri, trascinati dal solito Chiesa, protagonista con un palo e poi lucido nel servire l'assist a Pellegrini per l'1-2. La striscia italiana si ferma tra gli olè spagnoli, ora agli azzurri resta la finale per il 3° posto a Torino.
Matteo Spaziante

