L’Italia migliore, ma perde lo stesso
Nel finale la Scozia si impone a Roma. Il ct O’Shea: «Sono distrutto»
ROMA. La migliore Italia di questo 6 Nazioni, ma non basta. Contro la Scozia all'Olimpico arriva una sconfitta maturata punto su punto, fino all'ultimo. Finisce 27-29 con un calcio piazzato di Laidlaw al 79' che annulla quello segnato poco prima dal migliore in campo azzurro, quel Tommaso Allan che fino all'Under 20 aveva giocato proprio con la Scozia e che ieri è stato autore di cinque calci piazzati messi a segno e due mete. Il 6 Nazioni 2018 si chiude quindi con cinque sconfitte su cinque, e sono ormai diciassette di fila nel torneo dopo l'ultima vittoria, proprio contro la Scozia, nel 2015 a Edimburgo. Stavolta sembrava che il destino potesse essere diverso, ma il finale è stato davvero amaro, come confessa il ct azzurro, Conor O’Shea. «Abbiamo avuto l'opportunità di cambiare gli equilibri in partita. Il pallino è sempre stato nelle nostre mani e si è vista la qualità dei giovani. Dobbiamo costruire per il futuro, abbiamo giocato contro una buona squadra, che ha battuto Francia. Sono distrutto per i tifosi e per i ragazzi, ma sono sicuro per il nostro futuro». Alla fine il più deluso è stato capitan Sergio Parisse (ieri alla sua 100ª sconfitta in azzurro), che con le lacrime agli occhi e il bambino tra le braccia commenta così l'ultima partita di un 6 Nazioni da dimenticare: «È dura, ma dobbiamo uscire a testa alta da questa sfida. Con un po’ più di precisione a inizio ripresa avremmo fatto un'altra meta e chiuso la partita», il pensiero del capitano. «Posso tranquillamente dire che meritavamo la vittoria. Anche perché mi chiedo, con tutte le telecamere che ci sono, come ha fatto l'arbitro a non vedere nel finale il tocco di mano del n.10? Abbiamo dominato. Non siamo stati bravi a chiudere l'ultimo passaggio ma ancora non capisco come abbiamo fatto a perdere. Da questa sconfitta però possiamo ripartire».

