L’Italia non c’è più: l’Argentina ci travolge

2 Giugno 2022

Azzurri deludenti. Il ct Mancini: «C’è tanto da lavorare»

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ITALIA (4-3-3): Donnarumma 7; Di Lorenzo 5, Bonucci 4,5, Chiellini 6 (1' st Lazzari 6), Emerson 5,5 (32' st Bastoni sv); Pessina 6,5 (17' st Spinazzola 6), Jorginho 6, Barella 6; Bernardeschi 5,5 (1' st Locatelli 6), Belotti 6 (1' st Scamacca 6), Raspadori 6,5. A disp: Meret, Cragno, Acerbi, Florenzi, Cristante, Pellegrini, Politano. Allenatore: Mancini.

ARGENTINA (4-3-3): E. Martinez 6; Molina 6, Romero 6 (40' st Pezzella sv), Otamendi 6, Tagliafico 6; Lo Celso 6,5 (46' st Dybala 6,5), Rodriguez 6, De Paul 7 (30' st Palacios sv); Messi 8, Lautaro Martinez 7 (40' st Alvarez sv), Di
Maria 7,5 (46' st N. Gonzalez sv). A disp: Armani, Rulli, Foyth, Mac Allister, Acuna, Lisandro Martinez, Gomez. Allenatore: Scaloni 7.

Arbitro: Piero Maza (Cile).
Reti: 28' pt Lautaro Martinez, 46' pt Di Maria; 49' st Dybala.
Note: serata serena; terreno di gioco in ottime condizioni. Ammoniti Otamendi, Bonucci, Di Lorenzo, Barella. Angoli 4-3 per
l'Argentina.
LONDRA
È amaro il ritorno dell'Italia a Wembley, dove meno di 12 mesi fa saliva sul tetto d'Europa: a Londra è l'Argentina di Lionel Messi a dominare la Finalissima, mettendo in evidenza - in maniera impietosa - tutti gli attuali limiti del calcio italiano e della nazionale di Mancini. Rimasta in partita un solo tempo, il primo; in completa balia degli avversari nella ripresa, a tratti irridenti nel loro insistito fraseggio cadenzato dagli olè degli spalti. Finisce 3-0 per i campioni sudamericani, che si aggiudicano contro i campioni d'Europa la prima edizione della Coppa. E se il gol iniziale di Lautaro ha spezzato l'equilibrio, la firma di Di Maria sul 2-0 e di Dybala nel finale sono l'emblema di una superiorità tecnica e di gioco assoluta. L'Italia che non va al Mondiale è lontana dal meglio del calcio planetario tanto quanto l'Argentina era superiore alla buona volontà azzurra, ieri sera. Prima degli inni nazionali il presidente federale Gabriele Gravina hapremiato Giorgio Chiellini, all'ultima con la Nazionale. Pronti-via ed è l'Argentina - trascinata dai suoi tifosi chiassosi, in netta maggioranza sulle tribune dello stadio londinese - ad assumere il controllo delle operazioni, più aggressiva e dinamica. L'Italia subisce, si schiaccia nella propria trequarti, ma regge. Anzi è di Giacomo Raspadori la prima conclusione in porta. Ma quando, prima della mezz'ora, Lionel Messi finalmente si accende, l'equilibrio della partita si sposta vistosamente dalla parte dell'Albiceleste. Prima il n.10, al termine di un'insistita azione, di destro impegna a terra Donnarumma. Quindi, 30 metri palla al piede, squarcia la difesa azzurra: sul suo cross basso Lautaro Martinez non può che appoggiare in rete da due passi. Timide proteste degli azzurri per un presunto fallo ai danni di Bernardeschi, non sanzionato dall'arbitro, il cileno Maza. Per l'attaccante dell'Inter si tratta del gol n.20 in 38 partite con la nazionale argentina. Immediata la reazione dei ragazzi di Roberto Mancini: dal limite Nicolò Barella costringe alla deviazione in angolo Martinez. Pproprio prima di rientrare negli spogliatoi, ecco il raddoppio argentino, agevolato da una serie di disattenzioni della retroguardia azzurra e firmato da Angel Di Maria. Nell'intervallo Mancini effettua tre cambi, sancendo la fine della carriera internazionale di Chiellini (sostituito da Manuel Lazzari), in attacco Gianluca Scamacca prende il posto di Belotti. Le incertezze difensive dell'Italia non svaniscono però, e Bonucci rischia il clamoroso autogol con un azzardato retropassaggio: rimedia in qualche modo Donnarumma. Alla fine il tris di Dybala. Per gli azzurri una lezione durissima, che sancisce nel peggiore dei modi la fine di un ciclo. «Loro sono più forti», il commento a fine partita del ct Roberto Mancini, «ma noi abbiamo commesso almeno un paio di errori. C’è tanto da lavorare».
Angelo Caradonna