L’Italrugby prova a rialzarsi contro il Galles

21 Marzo 2015

Infortunato Parisse, Ghiraldini capitano: «Non siamo quelli visti con la Francia»

INVIATO A ROMA. Da osare e divertirsi a «dimostrare di non essere quelli visti negli ultimi 50’ contro la Francia» sei giorni fa all’Olimpico. Cambia capitano e cambiano parole d’ordine. Da Parisse a Ghiraldini (oggi 75 cap) la fascia impone stavolta concretezza. Ritrovare l’arma più forte: la mischia. Sarebbe così pure col titolare. Negli occhi dei tifosi i due “carrettini” imposti da una Francia resa boriosa dallo sterile attacco azzurro per mezzora in attacco ma a zero punti. Con conseguente crollo mentale.

Gli errori con la Francia. Per un tallonatore alla guida di una delle presunte mischie più forti al mondo è difficile da mandare giù. «È inammissibile ciò che è successo», continua il padovano, per l’ottava volta capitano, punto fermo della testa di mischia scelta dal ct Jacques Brunel nel torneo. La prima linea titolare, compresa quella di oggi, è cambiata quattro volte in cinque partite del torneo. Fisso il Ghiro, attorno gli son girati sei piloni. Ritrova Castro a destra (due pause per il morso del cane e per scelta tecnica), a sinistra dopo un anno ritorna Rizzo.

L’asse con cui ha più confidenza: «Con Martin ho giocato sempre in Nazionale, con Rizzo divido il club, quest’anno a Leicester e per molte stagioni alla Benetton». Il collega padovano, maglia numero 1, da settembre ha totalizzato 13 presenze in Premiership (cinque da titolare) e su youtube impazzano due video recenti: la finta di braccia capace di spiazzare due centri del Sale e fuga di 40 metri, e la meta ai danni Exeter di sabato scorso in tuffo fra i pali. In sostanza il gioco aperto, la sua specialità. «Nessuno s’è divertito domenica – ha ripreso Ghiraldini – si può perdere ed essere soddisfatti perché si è dato tutto in campo. E così invece non è successo».

Rivali più freschi. E la settimana “corta” con i gallesi in vantaggio di un giorno di riposo, aumenta i dubbi. Anche se il quinto turno del Sei nazioni, racconta una storia a sé, fatta di vittorie legate a residue capacità nervose. Tutti sono stanchi. «Loro sono quelli capaci di respingere l’attacco irlandese dopo 32 fasi di gioco – spiega Leonardo in inglese ai giornalisti gallesi – e poi di andare a segnare». Il Galles di Warren Gatland dopo l’esordio da shock in casa con l’Inghilterra si trova a quota 6 e la necessità di fare più punti possibile se il torneo proponesse un arrivo con tre squadre a 8 punti. Giocare per primi, nel tris sgranato di oggi, non è facile. L’Irlanda contro la Scozia e l’Inghilterra (prima a più 37 di differenza punti, 4 più dell’Irlanda) contro la Francia saranno avvantaggiate nel conoscere il risultato romano.

Le speranze di trofeo. Ma per contro se il Galles riuscisse a imporsi con 25 o più punti, metterebbe una tale pressione sulle contendenti da poterle fare deragliare. Se pensate che siti come Planet Rugby danno perdenti gli azzurri di 30, possiamo consolarci col fatto che con la Francia ci davano vincenti. Speriamo siano come certe previsioni meteo farlocche.

Resistere all’inizio. Diciamo che il Galles dovrà imporre un ritmo forsennato nei primi 20’ per farcela, superati i quali in modo indenne, l’Italia potrebbe dire la sua. «Per sapere dove si sbaglia – ha rivelato Ghiraldini – come sempre si riguarda la partita assieme. Il calo con la Francia è stato mentale. Abbiamo lavorato molto su questo. E ci siamo chiariti in campo». Il che vuol dire sia lavoro psicologico, sia che gli errori si pagano. Non si spiega altrimenti l’esclusione di Cittadini, chiamato a sostituire Castro che, dopo mezza partita buona e una riconferma ai danni del collega, è già fuori lista dei 23.

Il discorso del capitano. Ma quale discorso farà ai suoi capitan Ghiraldini? «Non preparo discorsi e sono me stesso con o senza fascia. Come pure Parisse. Ci sono giocatori, specie i più giovani con cui bisogna parlare e altri con cui basta una pacca sulle spalle. Sergio è più agevolato a trasmettere schemi e ordini ai trequarti mentre io da tallonatore mi trovo spesso distante. Ma c’è un bel mix di esperienza anche dietro». In mischia chiusa si cerca il riscatto: «Lo dobbiamo a un pubblico che continua a darci fiducia». Eccome. Dai 67.127 si passa oggi agli oltre 72mila. Da tutto esaurito. Il Ghiro si concede solo una battuta in inglese a chi gli chiede del naso di Castro dopo il morso del cane: «Non era bello prima e non lo è adesso».

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