L’orgoglio di D’Arcangeli: sconfitti, ma a testa alta

Il coach degli Sharks: «Abbiamo perso contro la capolista, i tifosi possono essere orgogliosi dei ragazzi»
ROSETO. «Non so se il termine “paura” sia quello giusto, ma quando ci siamo resi conto di poter vincere abbiamo messo da parte per un minuto le armi a nostra disposizione, subendo un parziale ingiustificabile per quanto mostrato nel resto della gara». Nell’immediato dopogara, l’umore del coach Germano D’Arcangeli oscilla fra la delusione per la ghiotta occasione fallita e l’orgoglio per la prestazione della propria squadra.
«Non c’è recriminazione per essere stati sconfitti dalla capolista», rileva la guida tecnica degli Sharks, «ma a caldo è normale che prevalga la delusione e con calma analizzeremo cosa abbiamo sbagliato in quel minuto ma anche l’incapacità nel capitalizzare al meglio gli ultimi due o tre possessi decisivi».
Al termine del girone d’andata, chiuso a quota 10 punti, D’Arcangeli valuta positivamente quanto prodotto finora dai suoi ragazzi. «Siamo cresciuti, ho tra le mani una squadra decisamente diversa rispetto ad inizio stagione», sottolinea il coach biancazzurro, «dopo 15 partite ci sono dei valori diversi fra le varie compagini e noi siamo bravi a riconoscerli, affrontando nella giusta maniera ogni avversario. Siamo molto soddisfatti perché stanno arrivando conferme su quanto pensavamo in estate».
D’Arcangeli, oltre a rilevare i miglioramenti della propria squadra, invita per l’ennesima volta i propri supporter a sostenerla e ad apprezzare i propri risultati. «Credo che tutte le persone che sono venute oggi a vedere la partita non possono che essere orgogliosi di essere tifosi di questi ragazzi», sottolinea il coach, «se a inizio campionato potevamo essere etichettati come “legione straniera”, “colorati” o il gruppo dei giovani, oggi siamo diventati a tutti gli effetti la squadra di Roseto. Al di là di qualsiasi legittima critica che si può fare, l’immaginario collettivo dopo un girone dev’essere quello che siamo diventati il quintetto dei rosetani».
D’Arcangeli infine, stuzzicato in sala stampa dal general manager Michele Martinelli, non ha dato troppa importanza all’impietoso dato dei tiri liberi, che ha visto i suoi ragazzi tirarne soltanto 18 rispetto ai 34 della Fortitudo Bologna. «Con le squadre forti è così. Anche contro Montegranaro ne abbiamo concessi 38, 36 contro Treviso e 40 contro Verona. Purtroppo», conclude con una battuta, «non abbiamo più neanche le lacrime».
Piergiorgio Stacchiotti

