L’orgoglio di Gramenzi: ecco la mia creatura

10 Aprile 2016

Automobilismo, il pilota teramano e la macchina con cui difenderà il titolo italiano di velocità montagna

TERAMO. In uno scenario incantevole a Monteprandone di Ascoli Piceno nella tenuta "Il Sapore della Luna", Marco Gramenzi, pluricampione automobilistico teramano, con gli ingegneri Francesco Di Pietrantonio e Marco Pistillo, ha presentato ufficialmente la nuova vettura da corsa che debutterà il primo maggio alla prima gara di campionato velocità montagna 2016. Appena tolto il telo di raso rosso con il simbolo del biscione, un qualcosa di futuristico è apparso agli occhi dei presenti. Un vero bolide rosso con un muso accattivante ed aggressivo, le fiancate bombate e una coda affusolata sovrastata da un grande alettone. Unico esemplare al mondo costruito artigianalmente. Un potente propulsore inglese con quattro cilindri in linea, 1750 turbo la cilindrata, oltre 600 cavalli. Il peso della vettura non supera i 700 chili. Incredibile il rapporto peso potenza. La genialità di Marco Gramenzi è stata il trampolino di lancio per la realizzazione del prototipo. Disegnata personalmente da lui, facendo stupire anche l'ingegner Di Pietrantonio proprietario della Picchio, società di Ancarano da sempre coinvolta nel mondo delle corse in salita, costruttore da anni di vetture da gara. La progettazione e la realizzazione di bolidi per le competizioni da salita richiedono competenze e professionalità specifiche e di alto livello. Per questo la Picchio e il pilota teramano hanno scelto l' azienda MPE e la Mirage Motor Company di Montorio al Vomano per disegnare e realizzare le carrozzerie in composito avanzato per la nuova nata Alfa Romeo 4C. L'accattivante carrozzeria super leggera in carbonio della nuovissima ha preso forma grazie al team di ingegneri e tecnici del settore che da oltre un anno, si sono prodigati affinchè il prototipo prendesse forma. Prima del debutto alla gara Sarnano-Sassotetto in provincia di Macerata, Gramenzi dovrà effettuare dei test per provare sia l'assetto che l'aerodinamica. La bravura ce la dovrà mettere lui, come ha sempre fatto per poter difendere il titolo italiano vinto lo scorso anno. «Sono commosso nel vedere terminata la mia creazione», ha dichiarato il pilota teramano. «Mi sono presentato alla Picchio dall'ingegner Di Pietrantonio con il progetto. Mi ha dato ascolto, anzi ha lavorato tantissimo per ottenere il massimo del risultato. Un grazie di cuore anche all'ingegner Pistillo proprietario delle aziende MPE e Mirage Motor Company di Montorio al Vomano. Ha vestito con la sua intuizione e bravura il capolavoro dell'Alfa 4C».

Roberto De Maggi

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