L’ortonese Veri e l’arte di incordare le racchette

28 Aprile 2018

FRANCAVILLA. Nel mondo del tennis quello dell'incordatore di racchette è un lavoro oscuro ma fondamentale per la buona riuscita dei colpi. Agli Internazionali d'Abruzzo, in corso a Francavilla, tra i...

FRANCAVILLA. Nel mondo del tennis quello dell'incordatore di racchette è un lavoro oscuro ma fondamentale per la buona riuscita dei colpi. Agli Internazionali d'Abruzzo, in corso a Francavilla, tra i protagonisti c'è anche Marco Veri, ortonese di 50 anni, che da anni svolge in modo professionistico, insieme al suo team, l'attività di incordatore e dall'anno passato, in coincidenza con la prima edizione del Challenger, svolge l’attività anche nel circolo francavillese. Le sue ultime soddisfazioni risalgono al recente Master 1000 di Montecarlo dove ha avuto l'onore di incordare la racchetta dell'undici volte campione del torneo monegasco e attuale numero 1 al mondo, lo spagnolo Rafael Nadal. Alla fine della passata stagione ha operato, con il team Tecnifibre, anche alle NextGen Finals di Milano dove ha avuto a che fare con gli astri nascenti del tennis mondiale, come il coreano Hyeon Chung e il russo Rublev di cui Veri è rimasto impressionato: «È stata una bella soddisfazione e un onore incordare la racchetta di Nadal, che ha voluto una tensione di 25 chili e il calibro delle sue corde è molto particolare. Il nostro operato è fondamentale per il risultato dei tennisti e per questo va posta la massima attenzione. La richiesta più strana? Quella di Chung che mi ha fatto installare una corda orizzontale in meno e con quell'attrezzo ha vinto le NextGen. Ma Rublev mi ha impressionato, credo che arriverà tra i primi 5 al mondo. Ha qualità e potenza incredibili». Veri si occupa di incordare racchette in tutti i tornei della Mef Tennis Events e nelle finali scudetto della serie A. (l.z.)
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