L’ULTIMO GIRO AL VOLANTE DI UN SOGNO
di STEFANO TAMBURINI Non sarà facile per nessuno, salutarsi e dirsi addio. Non sarà facile, per Fernando Alonso, infilarsi il casco con le firme di tutti i meccanici e guardarli negli occhi, domenica...
di STEFANO TAMBURINI
Non sarà facile per nessuno, salutarsi e dirsi addio. Non sarà facile, per Fernando Alonso, infilarsi il casco con le firme di tutti i meccanici e guardarli negli occhi, domenica al momento di uscire per l’ultima volta dal garage. Saranno lì, su due file, ad applaudirlo con tanta commozione dentro e fuori. Sì, perché questa è pur sempre una storia di gente che si è voluta bene anche se è finita male. Sono stati cinque anni duri, a rincorrere un Mondiale mai arrivato e ad accontentarsi di undici vittorie, l’ultima il 12 maggio del 2013 a Montemeló, nel Gp di Spagna, nella corsa di casa, dopo un sorpasso multiplo da accademia subito dopo il via. Un colpo di classe sopraffina di quello che in corsa resta il talento principe. Meglio anche di quel Sebastian Vettel che arriva a prenderne il posto dopo un filotto di quattro titoli, due dei quali al fotofinish proprio con Nando. La Ferrari cambia perché non poteva fare altrimenti, dopo cinque anni amari e fieri. Per questo il capo del team, Marco Mattiacci, doverosamente dice che «Alonso avrà un posto d’onore nella storia di Maranello». Vero, perché alla Rossa sanno apprezzare chi ha dato tutto e ci ha messo il cuore. Alonso però ha esaurito ogni energia e il rapporto umano ne ha risentito, tanto più che nel corso di questa tremebonda stagione gli sono mancati anche i principali punti di riferimento, prima il team principal Stefano Domenicali e poi il presidente Luca Cordero di Montezemolo. Il legame non reggeva più: alla soglia dei 35 anni non possono più esistere stagioni di transizione. E per questo tornerà alla McLaren a cercare di fare il colpo con la nuova motorizzazione Honda. Vettel, che ne prende il posto, avrà anche lui un pizzico di magone nell’uscire per l’ultima volta dal garage della Red Bull, dove ha festeggiato il poker iridato e dove si è chiuso un ciclo. Il 27enne Vettel alla Ferrari può permettersi di aspettare e di misurarsi con quello che definisce il «sogno della vita», dopo aver tifato da ragazzino per l’ultimo grande tedesco di Maranello, Michael Schumacher. Non vinceranno subito, Seb e la Rossa, e magari potrà anche accadere di veder trionfare l’altro, l’ex. Ma questi – per tutti i protagonisti – saranno i pensieri del lunedì, dopo l’ultima carezza di Nando alla monoposto dei sogni purtroppo svaniti. Gracias, fue agradable. È stato bello. Comunque.
@s__tamburini
©RIPRODUZIONE RISERVATA

