L’Uomo di ferro è un sudafricano

Vince Marais, ma brilla la danese Pedersen: un anno fa era in coma, ora è prima fra le donne
PESCARA. Il sudafricano Stuart Marais e la danese Camila Pedersen: sono loro i vincitori della quarta edizione consecutiva dell'IronMan 70.3 Italy di Pescara, entrambi alla prima partecipazione. Succedono nell'albo d'oro al tedesco Horst Reichel, assente per infortunio e all'ungherese Erica Csomor, che è stata costretta al ritiro poche ore prima della partenza a causa di un problema fisico. Una vittoria particolare quella della Pedersen, considerato che solo un fa era in coma.
Un'edizione, quella della ieri, modificata a causa delle avverse condizioni del mare: a causa delle onde, gli organizzatori sono stati obbligati a ridurre la prima frazione di nuoto dall'iniziale chilometro e novecento metri a un solo chilometro. «Abbiamo deciso di accorciare il percorso», spiega Bjoern Steinmetz dell'organizzazione, «anche se i professionisti non avrebbero avuto problemi a coprire la normale distanza, per tutelare la sicurezza di tutti gli altri partecipanti».
Meteo che ha anche messo in difficoltà gli aspiranti vincitori per colpa del forte vento di Maestrale, soprattutto nei finali 21,1 chilometri di corsa sul lungomare .
Fra gli uomini, al secondo posto, distaccato di un minuto e quattro secondi, ha chiuso uno dei favoriti della vigilia, lo spagnolo Victor Morales Del Corral mentre sul gradino più basso del podio l'altro spagnolo Albert Moreno Molins a quasi tre minuti. La sfortuna ha impedito ai due spagnoli di non lottare per la vittoria: Del Corral al passaggio dalla bici alla corsa ha sbagliato a prendere la borsa, mentre Molins ha dovuto rimettere la catena della bici che era uscita.
Dopo la frazione di nuoto, il pubblico pescarese si era infiammato per l'abruzzese Jonathan Ciavattella, autore di un’ottima prova e uscito dall'acqua per primo davanti a Manuel Kung e Alberto Casadei. Dopo il nuoto solo diciassettesima e ventiduesima posizione per il vincitore Marais e il secondo Morales Del Corral che si sono scatenati, in un crescendo incredibile, prima in sella alla bici e poi di corsa. Un ritmo insostenibile, con Marais che ha chiuso in tre ore 48 minuti e 49 secondi. Primo degli italiani è stato Alberto Casadei, che ha terminato al sesto posto davanti all'idolo dei pescaresi, l'italo-argentino Daniel Fontana, trionfatore della prima edizione.
Tra le donne, dietro alla Pedersen che ha imposto un ritmo impressionante, l'italiana Martina Dogana, vincitrice della prima edizione, distaccata di ben dieci minuti e ventinove secondi. Terza la svizzera Emma Bilham a dodici minuti e cinquanta secondi. La Pedersen ha di fatto creato il vuoto alle sue spalle.
«È stata una decisione difficile da prendere», sottolinea il vincitore Marais, «ma ridurre la frazione di nuoto è stata la scelta giusta. Un triatleta deve avere bilanciate tutte e tre le frazioni di gara, ma credo di aver fatto la differenza nella corsa».
Soddisfatta la Pedersen, che nel 2013 era stata tre settimane in coma: «Dopo le disavventure che ci sono state sono orgogliosa per questa vittoria». «C'era davvero un'atmosfera fantastica in gara», racconta Del Corral, «Pescara è un luogo ideale per l'IronMan».
Contenta, nonostante la piazza d'onore, Martina Dogana: «Ho fatto una buona prova, sempre sostenuta dal fantastico pubblico pescarese, ma la Pedersen aveva davvero un gran ritmo e sapevo che fosse in forma».
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