L’usato sicuro in difesa, così il Pescara punta alla A

16 Novembre 2018

Campagnaro, Del Grosso e Balzano vivono una seconda giovinezza: l’argentino ha già accumulato più minuti rispetto alla stagione scorsa, gli altri due quasi

PESCARA. Prima del tris incassato a Palermo, negli ultimi nove campionati, non c’era mai stata una difesa più affidabile di quella attuale. Dal 2010, anno in cui il Pescara è tornato in serie B, il numero di reti subite è stato spesso elevato. La gara del Barbera ha fatto scivolare l’undici di Bepi Pillon al secondo posto di questa speciale classifica alle spalle del Delfino di Eusebio Di Francesco, che alla 12ª giornata della stagione 2010-11 aveva preso 14 gol (uno in meno di Brugman e compagni) segnandone però sette in meno (12 contro 19).
Il dato resta comunque molto confortante per l’allenatore veneto, dal momento che la seconda e la terza rete incassate a Palermo sono arrivate nei minuti finali, quando i biancazzurri erano sbilanciati in avanti alla ricerca del pareggio. I meriti di Pillon sono sotto gli occhi di tutti. In poco tempo ha creato un invidiabile equilibrio e la squadra raramente si fa sorprendere in contropiede (quest’anno è successo in casa con il Cittadella). Reparti ben collegati, aggressività e tanto sacrificio richiesto agli attaccanti, in particolare agli esterni offensivi che devono applicarsi molto nella fase di non possesso. E, soprattutto, capacità di leggere le varie situazioni. Tra i protagonisti della metamorfosi ci sono i tre “anziani” che compongono la linea difensiva: Hugo Campagnaro, Cristiano Del Grosso e Antonio Balzano, 105 anni in tre. Grazie ai loro consigli Andrew Gravillon è cresciuto tantissimo e alle loro spalle Vincenzo Fiorillo è molto più sereno di qualche tempo fa.
Alla 12ª giornata, Campagnaro ha già giocato più di tutta la stagione scorsa: 9 presenze e 723’ in campo, contro le 7 gare e 521’ del torneo 2017-18. Il 38enne argentino si sta gestendo bene e i tifosi sperano che possa mantenersi su questi livelli. Cristiano Del Grosso, 35 anni, si sta rivelando una pedina preziosa. Il terzino giuliese nel 2017-18 ha giocato 21 gare (1346’), e ora è già a 8 partite e 804’. Anche Balzano è vicinissimo a superare il rendimento della passata stagione (10 gare e 885’ contro le 14 e 1.081’ del 2017-18).
Soprattutto grazie a loro Pillon sembra aver risolto molte criticità difensive che avevano condizionato gli ultimi campionati del Pescara e fatto dannare l’anima ai vari allenatori che si sono succeduti sulla panchina del Delfino. Nemmeno Baroni, un tecnico molto attento alla fase difensiva, era riuscito a invertire la tendenza. Nel 2014-15, dopo 12 gare il suo Pescara aveva già beccato 21 gol, gli stessi di Zeman un anno fa. Male anche con il boemo nella stagione della promozione (2011-12) con 18 reti al passivo, le stesse di Marino due anni dopo. Nel 2015-16 con Oddo, invece, il rendimento è migliorato (15 reti incassate come Pillon) ma Lapadula e compagni avevano realizzato 4 gol in meno. La B tornerà in campo la prossima settimana e domenica 25 il Pescara ospiterà l’Ascoli. Numeri a parte, il derby è un’occasione propizia per ripartire con il piede giusto.
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