LA B HA IL SUO EROE: SI CHIAMA OCCHIUZZI
Cercate un eroe di questa serie B? Uno di quelli che ha davvero fatto la storia, combattendola, rovesciandola, riscrivendola? No, non pensate a Pippo Inzaghi che ha stracciato i record del campionato...
Cercate un eroe di questa serie B? Uno di quelli che ha davvero fatto la storia, combattendola, rovesciandola, riscrivendola? No, non pensate a Pippo Inzaghi che ha stracciato i record del campionato ma ha avuto il tempo e gli uomini per compiere l’impresa; non pensate a Tesser che ha portato la matricola Pordenone a prendersi il quarto posto giocando dodici mesi fuori casa perché, in fondo, il saggio Attilio aveva le tutte le competenze e l’esperienza per poterci riuscire e non pensate neppure a Bisoli che ha, sì, salvato, la Cremonese che, ad un certo punto sembrava davvero inguaiata ma che, con quei giocatori, a quest’ora sarebbe dovuta essere lassù a organizzare quantomeno i play off.
Scendete ancora più a sud, sbarcate a Cosenza, andate a conoscere Roberto Occhiuzzi. Ha quarant’anni, è calabrese di Cetraro, cresciuto nel club dei “lupi” e poi andato un po' in giro (a parte una breve parentesi nel Fiorenzuola, ha sempre giocato dalle sue parti), una carriera, da centrocampista, parecchio lontana dalle ribalte illuminate del calcio vip.
Quando ha smesso, nel 2014, ricominciare nel Cosenza per allenare i ragazzi gli è sembrata la cosa più naturale del mondo e quando, quattro mesi fa, la società gli ha affidato la prima squadra, lui dopo Piero Braglia e dopo Bepi Pillon, è sembrata invece una di quelle situazioni in cui ti affidi alla “soluzione interna” un po' per mancanza di alternative un po' e un po' per spirito di patria. Il Cosenza era penultimo e disperato, a -9 dalla salvezza diretta. Occhiuzzi, magro magro e con gli occhiali da professore, è stato il Clark Kent che diventa Superman: 22 punti in dieci partite, sette vittorie (di cui le ultime cinque consecutive), un pareggio e due sconfitte, una rimonta clamorosa, salvezza all’ultima giornata. Traduzione: un miracolo. Una notte d’estate che resterà.
Occhiuzzi ma anche D’Angelo, Dionisi e Dionigi per non dire di Italiano: quando essere giovani (allenatori) vuol dire essere già bravi, già pronti, capaci. Anche di fare la storia.
*giornalista Sky Sport
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