La C non riprende, Iachini: «Giusto così»

8 Maggio 2020

La Lega Pro vota per lo stop del campionato, il Teramo chiude all’ottavo posto. Il presidente: «Il futuro? Servono aiuti»

TERAMO. Ottavo posto in classifica e 41 punti conquistati. Si chiude così il campionato del Teramo 2019-2020. I club di Lega Pro, infatti, ieri hanno raggiunto l'accordo durante l’assemblea plenaria per chiedere al Consiglio della Figc lo stop definitivo alla stagione di Serie C. Troppo alti i costi per rispettare il protocollo medico-sanitario (la stima media per ciascuna società va da un minimo di 98mila ad un massimo di 146mila euro) e solo per la ripresa degli allenamenti l'incidenza prevista sarebbe tra il 3 e il 5% del totale dei costi della C. Dati che sono emersi ancora più chiaramente dopo che la Serie C ha convocato i propri medici sociali per raccogliere le loro riflessioni di natura sanitaria. Un'incidenza che il “sistema Serie C” non si sente in grado di poter sostenere. A stabilire lo stop, che andrà comunque deliberato dal Consiglio federale della Figc, è stata l'assemblea dei 60 club di Lega Pro, che alla fine ha votato a larghissima maggioranza lo stop definitivo del campionato, il blocco delle retrocessioni e dei ripescaggi dalla Serie D e le promozioni in Serie B delle prime 3 squadre dei rispettivi gironi (rebus per la quarta promossa). «Per noi il protocollo era impossibile da applicare. Abbiamo ratificato una cosa già decisa in passato, anche per rispetto delle tante vittime che ha causato questa pandemia», dice al Centro l’ingegnere Franco Iachini, il patron del Teramo. «Moralmente non si poteva prendere una decisione diversa. È giusto fermarsi. Queste nostre richieste verranno presentate alla Figc, che poi dovrà ratificare». Iachini si dice soddisfatto della decisione presa dalla maggioranza delle società, ma guarda anche al prossimo anno: «Noi ci dobbiamo soffermare sul futuro e speriamo che ci sia una vera riforma del campionato, perché a queste condizioni sarà difficile ripartire».
Il patron biancorosso, poi, entra nel dettaglio per quanto riguarda il danno economico che causerà lo stop del torneo di C, tra mancati incassi e sponsorizzazioni. «Forse 5-600mila euro di perdite, ma sono cifre abbastanza cifre conservative. Calcolando, inoltre, che non abbiamo nemmeno potuto sfruttare il finale di campionato per valorizzare qualche giocatore da poter poi piazzare sul mercato…».
Quest’anno il Diavolo era partito almeno per entrare nei play off, riuscendoci, il prossimo anno si presenterà ai blocchi di partenza con le stesse ambizioni? «Ora è difficile parlare del prossimo anno. Prima bisogna capire come si assisterà il calcio perché con l’attuale format è difficile sostenere questa serie C. Il prossimo anno si giocherà a porte chiuse e serviranno aiuti concreti. La nostra ripartenza sarà dettata anche da interventi economici collaterali. Il territorio ci aiuterà?»(l.d.m.)
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