La città spinge Iachini «Torna sui tuoi passi e iscrivi il Teramo»

4 Agosto 2020

Domani scadono i termini, la piazza resta col fiato sospeso Il sindaco D’Alberto: «Il progetto non può finire in 12 mesi»

TERAMO. In città e sui social c’è amarezza, incredulità e rabbia. La tifoseria del Teramo attende con ansia di scoprire se domani, nell’ultimo giorno utile (c’è tempo fino alle ore 24), il presidente Franco Iachini iscriverà la squadra al campionato di serie C 2020-2021. La minaccia del patron di rinunciare al calcio professionistico, in mancanza di aiuti economici dal territorio, ha lasciato il segno e ha aperto uno strappo difficile da ricucire con i sostenitori biancorossi. Sembra passato un secolo dal clima idilliaco che si respirava nell’estate 2019 tra la città e l’ingegnere teramano. Nelle ultime ore non si sono registrati passi indietro da parte di Iachini. Il futuro del Teramo, dunque, appare sempre più denso di nubi. Entro domani, inoltre, va risolta la questione del taglio degli stipendi del periodo di lockdown con i tesserati che guadagnano cifre superiori ai 50mila euro lordi: un passaggio, quest’ultimo, strettamente collegato all’iscrizione e alla documentazione da depositare negli uffici della Lega Pro.
Le reazioni. Il sindaco Gianguido D’Alberto dichiara: «Dopo aver perfezionato il passaggio della gestione dello stadio Bonolis nelle mani del presidente Iachini mi auguro che si possa mantenere la stessa ambizione di un anno fa. Capisco che l’emergenza coronavirus ha accentuato le difficoltà, ma è un discorso generale ed è impensabile che a distanza di appena dodici mesi questo bel progetto venga di colpo interrotto. L’auspicio, pertanto, è che il nome del Teramo sia regolarmente tra le iscritte al campionato di serie C».
Il presidente del Club Biancorosso Teramo, Giuseppe Bracalenti, analizza così la situazione: «Stiamo vivendo questo momento con disappunto e preoccupazione per il futuro. Come tifosi abbiamo a cuore la continuità e la storia della squadra della nostra città. L’iscrizione è un atto dovuto. Se Iachini vuole lasciare il Teramo è libero di farlo, ma deve lasciarlo in serie C, la categoria in cui l’ha preso. Mi auguro che le parole del presidente siano soltanto una provocazione», aggiunge Bracalenti, «ma le sue esternazioni, invece di colpire il mondo istituzionale e imprenditoriale, hanno lasciato il segno sulla tifoseria, cioè la parte passionale e che aveva sposato con grande entusiasmo il suo progetto. Siamo sorpresi nel sentire certe parole. Ci si è sempre basati su un progetto triennale e invece adesso, dopo dodici mesi, viene dato un altro tipo di segnale. Aspettiamo fiduciosi», conclude Bracalenti, «ma le parole di Iachini sono una profonda mancanza di rispetto nei confronti dei tifosi e hanno creato una frattura difficile da risanare».
Francesco Recinelli, presidente del Club Teramo 1913 Spartaco Piotto, sottolinea: «Siamo preoccupati e sorpresi dall’atteggiamento di Iachini. Abbiamo l’impressione che lui stia sfidando la città e questa cosa non è bella. Credevo che il buon esito della vicenda stadio potesse dare nuovo slancio al presidente e invece così non è stato. Non so se arriverà addirittura a non iscrivere il Teramo, ma di sicuro si è rotto un equilibrio tra la società e la tifoseria. Iachini, dopo le sue ultime dichiarazioni, ha alzato troppo il tiro. Sentire quelle parole pronunciate da un teramano fa ancora più male». Diverse società, tra le quali Casertana, Imolese, Picerno, Cavese, Turris e Virtus Francavilla, hanno già presentato l’iscrizione.
Moretti resta a Matelica. L’attaccante teramano Federico Moretti, classe 1994, ex San Nicolò, ha rinnovato con il Matelica. «Il perché della mia scelta è molto facile», ha detto Moretti, «l’anno scorso abbiamo fatto qualcosa di incredibile e poter dare seguito a quel lavoro è la cosa più bella. È un orgoglio far parte della squadra che per la prima volta nella storia del Matelica giocherà in C».
Gaetano Lombardino
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