La Corte d’Appello dà ancora ragione a Sebastiani

3 Maggio 2019

Il presidente la spunta anche in secondo grado sul ricorso di Iannascoli relativo ai bilanci 2015 e 2016

PESCARA. Ecco un’altra puntata sul braccio di ferro legale tra il presidente Daniele Sebastiani e l’ex amministratore delegato Danilo Iannascoli, con quest’ultimo che contesta i bilanci relativi alle annualità 2015 e 2016. Questa, però, potrebbe essere l’ultima, dal momento che ieri la Corte d’Appello dell'Aquila ha rigettato il ricorso presentato dall'ex ad del Pescara (presente in società con il 27,6 per cento tramite la Cimmav), e ha dato ragione al presidente del Delfino. Ieri Sebastiani si è aggiudicato anche il secondo round del braccio di ferro all’interno del club biancazzurro dopo che lo scorso ottobre il tribunale delle imprese dell'Aquila aveva rigettato il ricorso presentato da Iannascoli rappresentato dagli avvocati Marco Sanvitale e Giovanni Di Bartolomeo.
Anche in appello è stato confermato che non ci sarà nessuna nomina dell’amministratore giudiziario come richiesto da Iannascoli sulla base di presunti falsi in bilancio relativi alle annualità 2015-2016 della società Delfino Pescara 1936.
Quanto poi alla questione dell’emissione dei biglietti omaggio, uno dei punti del ricorso presentato dall’ex ad Danilo Iannascoli, la Corte d’Appello ha detto che «non c’è ammanco di cassa», bensì la società non ha specificato la motivazione per cui emetteva dei tagliandi a costo zero.
Una motivazione che sposa in toto quanto scritto nella relazione ispettiva del commercialista Massimo Mancinelli.
«Ci riserviamo di fare ulteriori valutazioni. Prendiamo atto della sentenza», ha evidenziato l’avvocato Sanvitale, uno dei legali di Danilo Iannascoli il quale dovrà anche farsi carico delle spese legali in favore di Sebastiani e dei componenti del consiglio d’amministrazione. «Ma non siamo d’accordo dato che il decreto riconosce delle irregolarità di bilancio, le quali tuttavia non vengono ritenute talmente gravi da giustificare la revoca degli amministratori». Da ricordare che Daniele Sebastiani e Danilo Iannascoli sono entrati in rotta di collisione nel 2015 per le divergenze sulla gestione della società. (l.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.