La Corte d’appello salva il Teramo: «Giustizia è fatta»

12 Maggio 2018

In secondo grado ribaltata la sentenza del Santarcangelo:  2 punti di penalità ai romagnoli. Niente spareggi per il Diavolo

TERAMO. Il Teramo è salvo, niente play out. La Corte d’appello federale punisce di due punti il Santarcangelo e consegna la salvezza al Teramo. Ribaltata la sentenza di primo grado che la scorsa settimana aveva prosciolto i romagnoli per irregolarità amministrative. A parità di punti in classifica (35) il Diavolo viene premiato per differenza reti nei confronti della formazione di Karel Zeman.
I biancorossi, dunque, evitano i play out "a tavolino" e si salvano direttamente: a giocarsi la permanenza in serie C, il 19 e 26 maggio, saranno il Santarcangelo e il Vicenza. Ci sarebbe ancora un eventuale spiraglio per la società romagnola, cioè la possibilità di inoltrare ricorso al Collegio di garanzia del Coni. Stamani, in una riunione con l'avvocato Chiacchio, il Santarcangelo deciderà se procedere o no. Se si dovesse ricorrere al Coni, tra l'altro, bisognerebbe in qualche modo procedere allo slittamento dei play out, ma il tempo stringe e non gioca a favore di questa ipotesi. Anche il Vicenza (penalizzato di 4 punti, poi ridotti a 3) potrebbe decidere di ricorrere al Coni, ma probabilmente si muoverà solo in base alla decisione del Santarcangelo.
Il Teramo, intanto, è in salvo e ha accolto con gioia la notizia di ieri pomeriggio. «Giustizia è fatta», commenta il presidente Luciano Campitelli, «ed è il premio per una società che è stata da dieci e lode, onorando sempre i suoi impegni. E' la vittoria delle persone serie. Al posto mio sarebbero fuggiti tutti. Il futuro? Adesso non ci voglio pensare, gustiamoci questo verdetto e poi vedremo il da farsi».
Campitelli ha raggiunto lo stadio Bonolis, nel tardo pomeriggio, dove ad accoglierlo c'erano i giocatori e lo staff tecnico. La squadra ha atteso la notizia della sentenza del Santarcangelo nello spogliatoio e si è lasciata andare ad un urlo liberatorio dopo avere appreso dai cellulari il verdetto della Corte d'appello. Il direttore generale Emilio Capaldi, invece, è stato a Roma tutta la giornata per seguire da vicino le fasi del dibattimento. «Ero fiducioso», dice Capaldi, «e la fiducia è ulteriormente aumentata quando ho letto che avevano respinto il ricorso del Mestre. La procura federale, tra l'altro, aveva chiesto di uniformare tutte le decisioni al caso del Mestre, perciò in Corte d'appello c'era serenità e positività da parte nostra. Questa bella notizia mi rende particolarmente contento per il presidente, per la società, per la città, per i giocatori e per i tifosi. Adesso, a maggior ragione, bisogna stringerci tutti per cercare di fare meglio in futuro». C'è stata festa anche sui social tra i tifosi del Teramo, incollati alle notizie che circolavano sul web fin dal mattino. Da oggi, inevitabilmente, il Diavolo inizierà a pensare alle mosse per il prossimo anno. La matassa, però, non si annuncia facile da sbrogliare. Il patron Luciano Campitelli, dopo 10 anni di gestione, potrebbe decidere di passare la mano (se ci fosse un'occasione giusta all'orizzonte) o di farsi affiancare da qualche socio al timone del club.
Essere riusciti a mantenere il professionismo, tra mille sofferenze, è comunque una buona base di partenza per chi volesse in qualche modo avvicinarsi ai colori biancorossi.
Gaetano Lombardino
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