La delusione di Chiodi: L’Aquila, quanti rimpianti

Sfumano i play off e il presidente si guarda alle spalle: «A gennaio abbiamo perso il terreno decisivo»
L’AQUILA. Il flop di Pistoia ha mandato i titoli di coda sul campionato dell’Aquila. A meno di un vero e proprio miracolo sportivo, infatti, appare ormai quasi impossibile la qualificazione ai play off. La sconfitta di domenica ha fatto precipitare i rossoblù a cinque punti di distanza dal terzo posto della Reggiana (59 punti) e a sei (60 punti) dalla quarta piazza del girone C, occupata dal Matera. Il tutto quando ormai mancano solo quattro partite alla fine del campionato. Il patron Corrado Chiodi parla così nel day-after di Pistoia: «Le quattro vittorie consecutive ci avevano dato entusiasmo e fiducia. Ora siamo punto e a capo. Non è però il momento di abbatterci, bisogna dare il massimo nelle prossime quattro gare e poi tirare le somme. D’altronde il calcio è imprevedibile, basterebbero due vittorie nostre e due sconfitte della Reggiana...». Sulla stagione rossoblù, Chiodi è onesto: «Rimpianti?Molti, avremmo potuto fare di più, ma il mese di gennaio ci ha stroncato in modo indelebile».
Certo, definire fallimentare la stagione sarebbe ingeneroso se solo si considera che L’Aquila, conti alla mano, sta disputando il miglior campionato in serie C dal dopoguerra ad oggi. Inoltre, a parità di partite ( 32), quest’anno gli aquilani hanno ottenuto solo due punti in meno rispetto alla squadra di Pagliari che la scorsa annata centrò i play off in Prima divisione da quinta in classifica (quota 53 punti). Questo se si vuole vedere il bicchiere mezzo pieno. D’altro canto, però, il campionato che sta andando in archivio lascia parecchio amaro in bocca per quello che poteva essere e non è stato. Una squadra considerata tra le più forti del girone, costruita per primeggiare al cospetto delle compagini più blasonate, ma che, alla fine, ha buttato alla ortiche tutte le chance da primato e da play off nel periodo tra gennaio e febbraio. Sui motivi se n’è parlato abbastanza. Ora urge ripartire in fretta, facendo tesoro degli errori commessi e pianificando il futuro in maniera chiara ed oculata, tradotto budget definito e progetto tecnico incentrato soprattuto sulla valorizzazione dei giovani. E’ il momento di non lasciare più nulla al caso e di non navigare a vista. D’altronde solo con un progetto a lungo termine, nello sport come in molti altri settori della vita, si possono trarre frutti duraturi. Molto dipenderà anche dall’assetto societario e dalla nuova linfa economica. A riguardo, oggi dovrebbe esserci (il condizionale è d’obbligo) l’incontro a Roma tra il patron Corrado Chiodi e l’imprenditore siciliano Gaetano Vecchio (assente al Gran Galà di mercoledì al Cinema Rex, ndc), pronto a rilevare il 25% delle quote societarie. Una telenovela di cui si parla ormai da settimane e che si spera finisca al più presto per dare certezze all’ambiente.
Giammarco Menga
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