LA DIFESA FA VINCERE: TRIONFO MADE IN ITALY

22 Maggio 2017

Lo scudetto della leggenda, il tricolore che consegna la Juventus alla storia per la conquista del sesto titolo consecutivo. Saranno ricordati come gli insaziabili questi bianconeri che non smettono...

Lo scudetto della leggenda, il tricolore che consegna la Juventus alla storia per la conquista del sesto titolo consecutivo. Saranno ricordati come gli insaziabili questi bianconeri che non smettono mai di vincere. Dal 2012 a oggi è stato un crescendo. E non è finita perché la mente dei tifosi è rivolta al 3 giugno a Cardiff, dove si giocherà la finale di Champions League, contro il Real Madrid. E’ il trofeo che manca da 21 anni nella bacheca bianconera, è il più atteso e inseguito. La ciliegina sulla torta, e che ciliegina! Manca un passo, quello decisivo, per il salto di qualità: da dominatori in Italia a campioni d’Europa. Negli anni la Juventus si è saputa rinnovare e migliorare. Sempre. Ovviamente, i successi nascono dalle mosse e dai progetti della società. Ed è il motivo per cui questo ciclo sarà ricordato come quello di Andrea Agnelli, il presidente, e del suo management. Ma da una Juve all’altra c’è stato uno zoccolo duro che ha trasmesso spirito e mentalità ai nuovi. Un trait d’union che corrisponde ai nomi di Gianluigi Buffon, Andrea Barzagli, Leonardo Bonucci, Claudio Marchisio, Giorgio Chiellini e Stephan Lichtsteiner. Sono gli unici ad aver vinto tutti i sei scudetti della leggenda bianconera. In questo gruppo c’è la difesa che si è confermata il punto di forza. Sì, perché anche questa volta ha vinto la difesa meno battuta (26 gol al passivo) a dispetto dell’attacco più prolifico (90 gol del Napoli). Il trionfo del made in Italy. E’ la serie A che pretende concretezza più che bollicine. Ed è una difesa guidata da Buffon che a 39 anni ha raggiunto Furino nella graduatoria degli juventini con più scudetti vinti (8) sul campo. E si è tolto lo sfizio di stabilire il record di imbattibilità in serie A (973’). E poi Massimiliano Allegri, il tecnico che ha portato un valore aggiunto alla Juventus, dandole una dimensione europea che prima non aveva. Ha continuato a vincere in Italia, ma ha guidato i bianconeri anche all’ascesa continentale con due finali di Champions in tre anni. Un valore aggiunto per gestione del gruppo e per saggezza tattica. La svolta di dicembre - il 4-2-3-1 al posto della difesa a tre - è stata un’intuizione geniale di un allenatore di spessore europeo.