La doppia sfida di Colombo dall’ospedale all’Adriatico

1 Ottobre 2022

«Sono stato operato, avevo un melanoma. Ma non potevo lasciare il Pescara»

PESCARA. Il tecnico del Pescara Alberto Colombo ieri è arrivato in conferenza stampa con due vistosi cerotti all’orecchio e al collo. Per un attimo cala il gelo nella sala dell’Ekk hotel. «Avevo asportato un neo in estate che dalle analisi è risultato essere un melanoma. Sono stato operato martedì a Chieti dal professore Adelchi Croce che ringrazio di cuore. Un ringraziamento che estendo a tutta la sua equipe. Mi sono stati svuotati i linfonodi e ho avuto grandi rassicurazioni. Ma la squadra aveva bisogno di me e quindi giovedì sono tornato e ho fatto di tutto per esserci. Molti ragazzi in queste partite hanno stretto i denti e hanno giocato. Ora tocca a me farlo».
Il sorriso sul volto di Colombo rassicura tutti, ma che spavento. E che il peggio sia alle spalle si capisce da una battuta fatta con il sorriso. «Se il campionato si vincesse con i punti di sutura, tra me e Cuppone di sicuro la B non ce la leverebbe nessuno». Oggi alle 17.30 c’è la sfida allo stadio Adriatico al Monterosi del capocannoniere Rocco Costantino. Alberto Colombo punta alla terza vittoria di fila, dopo quelle con Viterbese e Foggia, e ripete come un vecchio 45 giri il suo concetto. «Guai ad abbassare la guardia, guai a pensare che siccome abbiamo fatto bene a Foggia con il Monterosi sia facile, guai a sottovalutare l’avversario». La parola d’ordine è tenere alta l’attenzione perché il Pescara oggi è chiamato ad un ulteriore step. «Il processo di crescita passa anche da partite così. Non si deve ragionare pensando al nome e al blasone della squadra, ma guardandone i contenuti. E se ci saranno problematiche di campo sarà fondamentale l’aiuto del nostro pubblico».
Gli avversari. «Fanno molto bene sia la pressione alta che la fase di attesa. Non dobbiamo fare l’errore di sentirci appagati per Foggia. Quella è una pagina chiusa, loro erano in un momento di difficoltà. Il Monterosi invece è in fiducia e ha le sue certezze. Lo scorso anno sono entrati nei play off grazie ad un girone di ritorno importantissimo e hanno un’intelaiatura consolidata. Dobbiamo essere pronti e giocare senza presunzione. Altrimenti saranno guai»
Le scelte. Non ha recuperato l’attaccate Edoardo Vergani e l’esterno Luigi Cuppone partirà dalla panchina. Prima convocazione per il mediano Salvatore Aloi che però non è ancora pronto per scendere in campo. Nessun dubbio su modulo e difesa. Sarà 4-3-2-1 con Plizzari in porta; in difesa Cancellotti, Brosco, Boben e Milani a comporre la linea a quattro, mentre in mediana e in attacco il tecnico Alberto Colombo ha alcuni interrogativi che scioglierà solo oggi. «I dubbi sono tanti e le letture tattiche della partita possono essere differenti. Il Monterosi ha in alcuni elementi gamba importante per le ripartenze. Palmiero sotto il profilo del palleggio può dare molto. Con Carlini o per limitare le ripartenze stesse, l’aggressione di Kraja potrebbe rivelarsi necessaria. Fisicamente stiamo bene. Cuppone? Ha dimostrato di volerci essere anche se ha ancora il volto tumefatto (dopo l’infortunio di Foggia, ndc) e sarà disponibile per la partita». A centrocampo Kraja è in vantaggio su Palmiero perchè anche oggi l’intensità e il recupero alto del pallone saranno determinanti, mentre in attacco Lescano farà il riferimento centrale e sarà Tupta a prendere il posto di Cuppone con Desogus favorito rispetto a Kolaj. Colombo chiude con il solito monito e racconta un aneddoto. «Questa settimana ho percepito qualche leggerezza di troppo e siamo intervenuti con la società. Guai ad abbassare l’asticella: più risultati facciamo e più tifosi verranno allo stadio». Per chi non lo avesse capito, Colombo sta facendo l’impossibile per non far sottovalutare ai suoi il Monterosi.
Enrico Giancarli