La fiducia di Campagnaro: «Io ci credo, siamo forti»

Con il difensore argentino in campo conquistati 34 punti in 13 partite: «Le sfide con andata e ritorno sono sempre insidiose: ora è vietato sbagliare»
PESCARA. È stata dura farne a meno, ma ora è tornato. Venerdì scorso contro il Latina, Hugo Campagnaro si è ripreso il posto di leader della retroguardia biancazzurra. E ora è pronto per guidare i compagni nella corsa alla serie A. Domenica, a Novara, l’argentino avrà il compito di fermare il suo connazionale Gonzalez che ieri a Bari ha realizzato una tripletta. «Il Novara è una squadra compatta», ha detto il difensore biancazzurro, «abituata ad aspettare e a colpire in contropiede. In attacco hanno elementi veloci e bravi sotto il profilo tecnico: primo tra tutti Gonzalez, ma anche Galabinov ed Evacuo». Avendo alle spalle oltre 70 gare tra Mondiali, Champions League, Europa League e Coppa Italia, Campagnaro conosce bene le insidie degli spareggi. «Ora è vietato commettere errori. Le sfide con andata e ritorno sono sempre pericolose: basta uno sbaglio e rischi di essere eliminato. Comunque, sono molto fiducioso perché siamo forti e stiamo bene fisicamente. Inoltre, abbiamo il vantaggio di partire da una posizione privilegiata».
Fino alla gara contro il Bari dello scorso 30 gennaio, aveva disputato 10 partite facendo l'en plein: 10 vittorie e 30 punti conquistati. Proprio ad un quarto d'ora dal termine del match contro l'undici di Andrea Camplone, per il difensore argentino è iniziato un nuovo calvario. Il polpaccio malconcio, provato da tante battaglie in carriera, ha fatto di nuovo i capricci. L'ex interista è stato fermo quasi due mesi e in quel periodo c’è stata un'involuzione clamorosa (3 punti in 9 gare) che ha infranto il sogno della promozione diretta. Hugo è rientrato a fine marzo giocando altre due gare contro la Ternana (Delfino sconfitto di misura in Umbria) e in casa contro il Como per 45 minuti. All'intervallo un nuovo problema muscolare lo ha costretto a dare forfait per altri 45 giorni. Ora, però, il Toro di Moròn è rientrato a pieno ritmo giocando tutti i 90 minuti contro il Latina. «Ho avuto tanti problemi sin dall'inizio, soprattutto perché non ho svolto la preparazione. Per fortuna ora sto bene: quello di venerdì scorso è stato un test importante per stabilire il mio stato di forma». Quest'anno ha visto il campo poche volte, ma il suo contributo non è mai mancato. Lo stesso Fornasier tempo fa ha sottolineato l'importanza dei suoi consigli.
«Ho cercato di dare un aiuto in termini di esperienza dando qualche suggerimento ai giovani. A livello tattico non sono intervenuto, visto che Oddo lavora tantissimo in settimana. Più che altro ho cercato di far capire ai ragazzi che bisogna essere sempre concentrati e che basta una piccola distrazione per vanificare gli sforzi di tanti allenamenti. Poi qualche indicazioni sulle posizioni, ma il merito è dei miei compagni che sono negli ultimi tempi sono riusciti senza il sottoscritto a fare un filotto decisivo per conquistare il quarto posto». Eppure, con Campagnaro in campo il ruolino è stato impressionante: 34 punti in 13 partite (11 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta). Lui fa il modesto. «Sono solo coincidenze, un calciatore da solo non può vincere le partite. Dico solo che questo è uno dei gruppi più belli e affiatati della mia carriera. Mi piacerebbe finire bene la stagione. Anche se ho giocato poco, sarebbe il massimo arrivare fino in fondo».
Al futuro penserà tra qualche settimana. «Vorrei continuare a giocare. Quest'anno non ho avuto la possibilità di andare in ritiro e ne ho pagato le conseguenze. Ho il contratto in scadenza, deciderà la società. Non so se resterò in Italia, forse tornerò con la mia famiglia in Argentina, ma per ora non ho certezze».
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